"Oro d'Autore" alla Regione, Rossi chiama Ghinelli: "Ad Arezzo un'esposizione permanente" Ar24Tv

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Uno straordinario tesoretto composto da oltre 300 pezzi unici, non riproducibili né commerciabili. La Regione Toscana ha acquistato "Oro d'Autore" il 30 dicembre scorso da Arezzo Fiere. Il governatore della Toscana Enrico Rossi: "un patrimonio unico, non si ritrova nel resto del mondo".

Un'esposizione permanente dell'arte orafa aretina che valorizzi il lavoro delle aziende locali del settore, a partire dal ricco patrimonio (1,8 milioni di euro) di "Oro d'Autore", gli oltre 300 gioielli firmati e unici al mondo, da pochi giorni di proprietà della Regione Toscana, che li ha acquistati da Arezzo Fiere. È questa la proposta che Enrico Rossi avanza al sindaco di Arezzo "perché si faccia, e in tempi brevi, ciò che finora non siamo stati in grado di realizzare, ovvero un'esposizione completa e permanente, aperta come un museo e adeguatamente valorizzata". Il presidente è convinto che una simile mostra possa stare al passo con quelle delle principali città mondiali, attraendo, se adeguatamente promossa, visitatori da ogni parte del mondo. E per cogliere questo risultato è disponibile anche a contribuire alle spese di allestimento della struttura che ospiterà "Oro d'Autore", sia essa la Fraternità che già espone una parte della collezione o un altro edificio che il Comune indicherà.

"Abbiamo compiuto questa operazione", spiega Rossi, che ha visitato alcuni dei gioielli esposti nei sotterranei di Arezzo Fiere, accompagnato dall'amministratrice unica Sandra Bianchi, "non soltanto per aiutare Arezzo Fiere, ma per il bene dell'intera città e del suo più noto comparto produttivo. Per questo propongo al sindaco, con il quale ne ho parlato brevemente, di sottoscrivere un accordo di programma che detti modi e tempi precisi per raggiungere, presto e bene, l'obiettivo che ho illustrato. Resto convinto che con questa mostra orafa possiamo fare grandi cose per questa città".

Il significato dell'operazione è stato illustrato da Enrico Rossi presso gli uffici di Arezzo Fiere. Il primo intento è stato quello di ampliare e valorizzare il Museo dell'oro, già attivo presso il Palazzo di Fraternita quale simbolo di identità del distretto orafo aretino. Lo scopo è anche quello di potenziare e dare risalto al Percorso conoscitivo dell'oro ad Arezzo e di "Oro d'Autore", con il fine di promuovere lo sviluppo del tessuto economico, sociale e culturale del territorio anche attraverso il rafforzamento e il miglioramento degli spazi del Palazzo di Fraternità e della collezione, mediante l'elaborazione di un progetto museografico.

"Oro d'Autore" nasce nel 1987 con l'obiettivo di creare una selezione di arte orafa contemporanea in grado di promuovere il gioiello made in Italy. Il progetto unisce all'estro di importanti artisti del panorama nazionale e internazionale la maestria delle più grandi aziende orafe italiane. Ne fanno parte opere realizzate da autori di spicco che, con le loro creazioni, hanno arricchito la collezione, che è ed è stata spesso ospite e protagonista di fiere e musei (come è successo a Tokyo, Hong Kong, Las Vegas, Buenos Aires, in Brasile, a New York e Pechino).

Negli ultimi anni "Oro d'Autore" ha intrapreso altre strade creative e, grazie alla collaborazione con Vogue Gioiello e Vogue Accessory, sono stati realizzati gioielli straordinari che coniugano lo stile e l'originalità di stilisti internazionali con la tradizione orafa italiana. Maison come Armani, Ferrè, Fendi, Prada, Gucci, Ferragamo, Dolce e Gabbana, Vivienne Westwood e molte altre ancora hanno aderito all'iniziativa e nel 2003 è nata la prima collezione, "It Jewels", mostra nella quale 30 artisti hanno realizzato i loro pezzi unici.

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