Arezzo, la goleada a Livorno vale la terza piazza in solitaria

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Passeggiata con piccolo brivido per l’Arezzo sul glorioso campo dell’Armando Picchi. La squadra di Mariotti ha goleato in scioltezza la derelitta compagine locale dopo avergli concesso un iniziale vantaggio al primo affondo (il brivido di cui si diceva).

Illusione che è durata circa un quarto d’ora per la Pro Livorno, raggiunta dalla combinazione Calderini-Persano e messa sotto da un contropiede di Benedetti, prima che Cutolo in fin della licenza andasse a toccare, scherzando col diretto marcatore con un paio di finte delle sue, siglando l’1-3 che ha messo in ghiaccio la partita. Il secondo tempo ha visto l’Arezzo controllare il generoso ma inconcludente palleggio ospite, pronto a colpire alla prima occasione utile che si è presentata intorno alla mezz'ora con il calcio di rigore trasformato da Calderini. Di lì a poco ancora Cutolo a timbrare lo score con la rete del definitivo 1-5 che consente alla squadra amaranto di conquistare il settimo successo nelle ultime 12 gare (macchiate solo dalla sconfitta col San Donato Tavarnelle). Alla lettura dei finali dagli altri campi la giornata si tinge ancor più dei colori della festa, perché il Follonica Gavorrano (51) ha perso a Scandicci (38) partita e terzo posto dove ora sta l’Arezzo (54) in solitudine. Commenti tecnici ad una partita come quella del primo pomeriggio caldo della stagione non è il caso di farli. Troppo ampio il divario tecnico tra le due squadre, troppo molle la difesa dei verdi labronici che barcollava paurosamente ad ogni affondo. Corretto e incoraggiante l’atteggiamento: non si è snobbato l’avversario, non si è persa la testa una volta andati sotto. La squadra è oggettivamente cresciuta anche sotto l’aspetto della lettura delle situazioni di gara. Peccato che per il primato sia troppo tardi. Per ora Buona Pasqua e poi via col finale.

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Paolo Galletti

Paolo Galletti

Laurea in scienze politiche, da quando ha memoria ricorda solo il colore amaranto incitato sugli spalti di mezza Italia. Visceralmente legato alla maglia ed alla città si augura prima o poi di vedere accadere il miracolo sportivo che ancora non è mai avvenuto.