Prove di ripartenza, l'Arezzo fa sperare nella svolta

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L’Arezzo conquista il suo secondo punto nella trasferta di Macerata contro il Matelica e lo fa con una rimonta sulla quale alla fine dei primi quarantacinque minuti pochi avrebbero scommesso. La mano di Camplone si comincia a vedere fin dalla scelta dello schieramento

Un po’ dettata dall’emergenza, ma molto dalle convinzioni tattiche del nuovo mister che, rosa alla mano, pensa che la squadra debba sfruttare il potenziale offensivo a disposizione. Certamente di lavoro da fare ce n’è ancora tanto, poiché non si può dire di aver visto manovra fluida e idee chiare in fase di impostazione, la mancanza di uomini a centrocampo (numericamente) e le caratteristiche dei due esterni schierati (Cerci e Di Nardo) hanno a volte creato, soprattutto a fronte degli strappi del Matelica del primo tempo, voragini in mezzo al campo ed esposto di nuovo la difesa a rischi che fatica a gestire, nonostante il buon esordio di Cherubin. A questo riguardo è apparso evidente come e quanto possa servire un giocatore di categoria, anche appena sceso dal treno, per dare sicurezza all’intero repart,o compreso un Baldan appparso decisamente più tonico. Male invece ancora Nader, incerto negli appoggi e poco reattivo in fase di contenimento. Il secondo tempo ci ha offerto una squadra con almeno la voglia di provare a reagire e stavolta la sorte ci ha dato una mano, prima facendo calciare alle stelle l’avanti biancorosso che poteva sigillare drammaticamente (per noi) l’incontro e subito dopo consentendo a Bortoletti di sfruttare al meglio “il flipper” in area avversaria innescato dal solito, impagabile capitano. Complice un vistoso calo fisico della squadra marchigiana, l’Arezzo, sempre senza incantare, ha stretto  tempi e creato i presupposti del pareggio arrivato su rigore (fallo contestato e contestabile, ma ineccepibile ai sensi dell’attuale ridicolo regolamento). Contenere la reazione dei padroni di casa un po’ sfiatati non è stato un problema e qualche lampo di Cerci ha fatto sperare anche nel possibile, clamoroso, ribaltone. Alla fine va bene così, la classifica resta deficitaria ma si muove e sabato contro la Triestina Camplone avrà avuto una settimana intera per lavorare sulle teste e sugli schemi, con in più l’apporto di Arini, ufficializzato ieri in tarda serata, un giocatore di assoluto livello per la categoria,  che  fa fare un salto di qualità importante alla mediana amaranto. Merito alla società aver convinto l’ex Cremonese, tentato anche dalle sirene labroniche. Ora servirebbero un portiere d’affidamento (non facile) ed un difensore da affiancare a Cherubin per blindare la difesa (ce ne sono). La corte insistente per  Thomas Heurtaux continua a non convincermi, non per le qualità del ragazzo, ma per le sue recenti e poco felici annate, con poche partite giocate ed una preparazione probabilmente scarsa, mentre a noi urge gente pronta a scendere in campo. Vedremo gli sviluppi, ma intanto  dopo l’umiliazione di metà settimana, si torna a sperare nella svolta.

Tags: S.S. Arezzo Matelica

Paolo Galletti

Paolo Galletti

Laurea in scienze politiche, da quando ha memoria ricorda solo il colore amaranto incitato sugli spalti di mezza Italia. Visceralmente legato alla maglia ed alla città si augura prima o poi di vedere accadere il miracolo sportivo che ancora non è mai avvenuto.