Arezzo, all'esordio errori e qualche idea da cui ripartire, ma servono rinforzi

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Riflessioni da esordio: la sconfitta ci poteva stare, il primo tempo è da buttare, nel secondo qualcosa si è visto, ma ancora poco per incidere. Partiamo dal primo punto. Che il calendario ci avesse riservato una partenza in salita ripida si sapeva

La Feralpi di Pavanel parte senza nascondere ambizioni di primato, ha un organico già definito ed ha iniziato la preparazione prima dell'Arezzo. Ci stava di uscire sconfitti dal "Lino Turina" però… Ecco, però quel primo tempo davvero non si può vedere. Potenza rinnega tre settimane di lavoro e manda in campo un 3-5-2 o 5-3-2 ibrido che si consegna da subito all'avversario. Sotto dopo 5 minuti, non si vede reazione se non nella generosità di Cutolo e ben presto si incassa il secondo gol. In questa fase difesa incerta, centrocampo inesistente con Males (immobile) perfettamente in linea con la filologia del cognome, Foglia che nel centrocampo a tre si smarrisce e Picchi non pervenuto (dice il Mister che gli aveva chiesto di fare il trequartista ma forse non aveva capito…).

L'attacco evanescente, perché Cutolo e Belloni erano tra loro distanti, senza un riferimento centrale e per nulla assistiti da Benucci e Piu. Il primo non ha il passo per fare l'esterno, il secondo conferma quanto già visto nei cinque mesi della scorsa stagione: il tornante non lo sa fare, copre male e si sfianca finendo col perdere lucidità anche in avanti, nella fase che forse gli riuscirebbe meglio. Perché si sia deciso di abbandonare il provato e riprovato 3-4-3 non si sa, ma è un fatto che quando la squadra si è riposizionata secondo criteri più logici e sperimentati, l'inerzia della partita è parzialmente cambiata. Va messo in conto che i gardesani dopo il 2-0 sono andati in modalità gestione e che alla fine hanno rischiato poco e nulla, ma almeno nei secondi quarantacinque si è vista qualche idea ed un po' di giro palla.

Purtroppo manca (e si sapeva) il finalizzatore; Cutolo prova ad inventarsi miracoli, ma non può fare tutto lui. Decisamente meglio però Foglia riportato nel ruolo di play con Bartoletti a spolmonarsi, bene i 10 minuti scarsi di Sussi, giocati con personalità e con un cambio di gioco da applausi (perché non crederci nel ragazzo?), bene anche Borghini apparso autoritario dal suo ingresso tanto da far rimpiangere la sua assenza nell'undici iniziale (Cipolletta ha fatto il suo, ma da qui a comandare la difesa mi pare che ce ne corra, Baldan se la cava col fisico ma qualcuno dei suoi errori lo commette sempre). Bene anche la lettura della partita da parte del Mister, che però ha "ciccato" la formazione iniziale e per la seconda volta dopo la Coppa Italia ha visto (con onestà intellettuale) un approccio sconsiderato alla partita.

Il cantiere è aperto, occorre intervenire con qualità ed esperienza per potersi mettere in linea di navigazione tranquilla. Fabbro e Di Bari stanno completando l'opera di conferma della vecchia guardia con il rinnovo di Fabio Foglia e va a loro merito, ma da qui a sabato occorre far fare un salto di qualità alla rosa. L'obiettivo è lunedì sera, quando arriverà il Perugia di Caserta col sangue agli occhi per il mancato successo all'esordio. In mezzo c'è Cremona, ma lì è meglio se andiamo per il torrone, quel che conta è il campionato.

Tags: S.S. Arezzo calcio Sport

Paolo Galletti

Paolo Galletti

Laurea in scienze politiche, da quando ha memoria ricorda solo il colore amaranto incitato sugli spalti di mezza Italia. Visceralmente legato alla maglia ed alla città si augura prima o poi di vedere accadere il miracolo sportivo che ancora non è mai avvenuto.