Lyssavirus, ad Arezzo parte l'attività di sorveglianza sulla popolazione di pipistrelli

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Impegno congiunto USL TSE, Istituto Zooprofilattico Lazio Toscana, Regione Toscana e Centro di Referenza dell’IZS delle Venezie. Non intervenire a mani nude su animali in difficoltà. Se si viene morsi, richiedere l'intervento del servizio di prevenzione della Asl

Si è svolto ieri, mercoledì 1 luglio ad Arezzo, presso la Sede dell’Istituto  Zooprofilattico Lazio e Toscana, un incontro tra le autorità competenti territoriali, il dipartimento di prevenzione della Asl Toscana Sud-Est, la Regione Toscana, l’IZS Lazio e Toscana e il  Centro di Referenza dell’ IZS delle Venezie per fare il punto sulle  attività di sorveglianza che il Ministero della Salute sta coordinando attraverso il tavolo di esperti tecnici  che studia il caso  di Lyssavirus.

Lo rende noto il dipartimento di prevenzione Asl Sud-Est  con l’Istituto Zooprofilattico Lazio e Toscana, che costituiscono per la Regione una solida rete di sorveglianza. Grazie alla operatività dei servizi sanitari regionali e subito dopo le prime indagini diagnostiche e i controlli autoptici svolti dallo zooprofilattico Lazio e Toscana,  è stata rilevata la presenza del virus poi confermato ed isolato nella sede di Padova dell’IZS delle Venezie. 

La situazione deve essere monitorata con attività di sorveglianza sulla popolazione di pipistrelli presenti nell’area (coordinata dai tecnici del centro di referenza nazionale).

I veterinari dello zooprofilattico di Arezzo raccomandano di non intervenire su animali in difficoltà a mani nude e a richiedere, in caso di morso, l’intervento del servizio di prevenzione della Asl e del medico per evitare qualunque rischio per i cittadini.

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