Colto da malore l’uomo che uccise la figlia a Levane

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Bilah Miah, l’uomo che a Levane il 21 aprile 2020, in pieno lockdown, uccise la figlia e si avventò, per fortuna senza altre tragiche conseguenze, anche sul secondogenito, è stato colto da malore alla vigilia di Ferragosto.

L’uomo, giudicato lo scorso 12 febbraio incapace di intendere e volere, sta scontando la sua pena di 10 anni presso una struttura sanitaria specializzata di Empoli, sorvegliato 24 ore il giorno. Pare si sia trattata di un’ischemia, questi i primi accertamenti sull’uomo che è stato trasferito presso l’ospedale di Empoli dove stanno prestando tutte le cure del caso. Il 40enne, originario del Bangladesh, dovrà stare nella casa di cura per altri 10 anni e, una volta valutate le condizioni psichiche, potrebbe essere rimesso fuori con un nuovo percorso terapeutico che andrà a fare per il suo problema di salute. Un fatto, quello di due anni fa, che sconvolse non solo un’intera vallata, ma anche la piccola comunità del Bangladesh, da sempre giudicata molto tranquilla all’interno della frazione nei comuni di Bucine e Montevarchi. La piccola Nabia fu uccisa barbaramente davanti alla TV, in una mattinata apparentemente come tante altre, ma che si trasformò in pochi secondi in un qualcosa di tragico e inspiegabile.

Nella foto: Bilal Miah accompagnato all'udienza dello scorso 12 febbraio al Tribunale di Arezzo

Tags: Levane Bilal Miah

Massimo Bagiardi

Massimo Bagiardi

Giornalista pubblicista da 20 anni ho da sempre curato la passione per lo sport e in particolare per la Sangiovannese calcio che seguo con passione ogni Domenica e in tutte le occasioni dal lontano 1989.

Amo la musica anni 80, ho creato e gestisco forzasangio.it sito che parla del magnifico mondo azzurro