No amici miei non mi convince l’esternazione del prof. Montanari contro l’inno nazionale. Può essere che l’inno di Mameli sia retorico, militarista e richiami in maniera ridondante l’etica del sacrificio e allora?
Paolo Brandi
Ruolo
Biografia
Laureato in filosofia a Pisa e in storia a Siena. Amante dei cani, dell’Inter e della Sicilia. Fin da piccolo impegnato in politica ma col tempo ha assunto un atteggiamento più contemplativo.
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È il Giorno del ricordo, non un derby
Il 10 febbraio, Giorno del ricordo, no, non si gioca un derby sui morti: ogni volta che si parla delle Foibe c’è sempre qualcuno che ricorda l’Olocausto e quando si parla del genocidio del popolo ebreo c’è sempre qualcuno che rammenta la tragedia degli italiani in Istria e Dalmazia.
Sicuri che i bassi stipendi siano dovuto al poco lavoro?
Ci sono deputati, parlo di deputati non dell’omino del bar, che sostengono che, pur non essendoci «un preciso legame causale», a tenere bassa la crescita dei salari italiani sia la scarsa produttività del lavoro. Traduzione: si lavora poco ergo non lamentatevi se guadagnate meno! Ma le cose stanno proprio così?
La strategia della terra bruciata
Che la destra (non il centro-destra) abbia vinto le ultime elezioni politiche non ci piove. Le ha vinte sul piano dei numeri, grazie alla strategia da kamikaze adottata dal centrosinistra. Un centrosinistra unito quando c’è da dividersi, diviso quando c’è da unirsi. Questa però è acqua passata. Il tema che ci offre l’attualità è un altro: è l’uso che si fa della vittoria (numerica) per azzerare il ruolo politico delle opposizioni.
Le belle luci blu
Il primo febbraio nei comuni d’Italia si è celebrata la “Giornata nazionale delle vittime civili delle guerre e dei conflitti nel mondo” e così come d’incanto i palazzi delle istituzioni si sono illuminati di blu. Naturalmente hanno tutti aderito: amministrazioni locali, ministeri, scuole. È un gesto che non costa nulla, che non impegna e una volta finito lascia le cose esattamente com’erano prima.
Calo demografico, il numero non sarà potenza ma aiuta
Il declino della natalità, il così detto «inverno demografico», mostra i suoi effetti anche dalle nostre parti. Nel 2011 la popolazione anagrafica in provincia di Arezzo assommava a 350.414 persone, dieci anni dopo era di 334.926.
Riguarda il mondo, chi l’ha perpetrato e chi è rimasto indifferente, tutti
La Storia non è inutile, non è un “lusso” da specialisti. Provate a porvi questa domanda: se non avessimo alle nostre spalle la storia chi saremmo?
Posti di blocco contro il diesel? Una guerra di classe
Cosa succederebbe se all’improvviso le pattuglie della polizia municipale decidessero di metter su, anche da noi, posti di blocco per fermare i diesel considerati più inquinanti? A Firenze sta accadendo e le proteste non mancano. Perché, come spesso avviene, a rimetterci le penne sono quelli che, nonostante gli incentivi, non possono permettersi di cambiare la macchina o il furgone.
Se i carburanti aumentano non è colpa dei benzinai
L’aumento della benzina non è certo responsabilità dei benzinai. Non facciamo ridere. Eppure qualcuno ci ha provato a dargli la colpa.
Presidenziali Provincia, chi ha sbagliato i conti
«Chi di spada ferisce, di spada perisce». Si potrebbe riassumere con queste semplici parole quello che è accaduto nella elezione del Presidente della provincia di Arezzo. Di primo acchito verrebbe infatti spontaneo ripensare a quanto accaduto la volta scorsa, quando alcuni “franchi tiratori”, impedirono l’elezione della candidata del centrosinistra.