Caso Fontaccia, parla Corsini: "Patrocinio prima concesso, poi revocato. Ho le prove"

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È un fiume in piena Manlorenzo Corsini, il presidente dell’associazione storico culturale “Fronte Italiano 1945”, che abbiamo contattato e raggiunto nel suo ufficio di Arezzo per chiarimenti sulla vicenda dei loghi di Provincia e Comune di Castiglion Fibocchi che ha sollevato un vero e proprio vespaio.

La manifestazione “Castiglion Fibocchi, passaggio del fronte 1944, molto più di un ricordo in programma il 9 e 10 luglio, che prevedeva la presenza di persone in uniforme tedesca in concomitanza con la strage della Fontaccia, ha trovato l’opposizione compatta dei rappresentanti politici del centro sinistra e dell’area laica.

Prendiamo atto con profondo dispiacere – precisa Manlorenzo Corsini - dell’attacco mediatico che abbiamo ricevuto da alcune testate giornalistiche, la nostra era una manifestazione rievocativa con scopo socio-culturale e ricreativa e teniamo a precisare che era stata organizzata dalla nostra Associazione di concerto con l’Amministrazione Comunale di Castiglion Fibocchi che ha poi negato di averci concesso il patrocinio come se di fatto non ci conoscesse nemmeno”.

Quello stemma sul volantino “Ultimo Fronte 1945” e la vista sulle pagine social del gruppo di persone in uniformi tedesche, le stesse divise che ricordano chi mise in atto l’eccidio, ve lo potevate immaginare ed aspettare…

Guardi che alla manifestazione era prevista anche la presenza di persone con l’uniforme dell’esercito inglese e scozzese, l’Argylls Romagna Group” oltre al Panther Club, l’associazione mezzi ex militari di Cortona”.

Resta il fatto che la vista di divise e colori che ricordano quei tragici fatti avrebbero destato inquietudine.

Non era nostra intenzione mancare di rispetto alla memoria dei civili uccisi, la nostra era una rievocazione storica, veniamo chiamati da registi cinematografici in occasione della produzione di film storici – prosegue Corsini - E tengo a precisare che la nostra è un’associazione amatoriale a promozione sociale, come da Statuto, abbiamo sempre perseguito attività d’interesse generale con finalità civiche e solidaristiche, rivolte senza alcun indugio a principi educativi e d’istruzione. Nello specifico riteniamo doveroso evidenziare che le nostre attività non sono rivolte ad alcun principio nostalgico, propagandistico o di divulgazione di ideologie politiche di alcun genere, bensì alla esclusiva attività di conservazione della memoria storica inerente gli eventi dell’ultimo conflitto mondiale nei nostri territori. Questi principi caratterizzano tutti i gruppi di rievocazione con cui collaboriamo, che svolgono attivamente con passione e professionalità queste attività in tutto il territorio nazionale per la buona riuscita degli eventi, portando sempre il profondo rispetto e il ricordo dei tragici eventi accaduti nel periodo storico di riferimento alle nostre precedenti generazioni”.

Era mai accaduto prima che la vostra presenza scatenasse le stesse polemiche?

Ritengo sia opportuno ricordare che i gruppi di rievocazione, invitati all’evento del 9 e 10 luglio, hanno già partecipato con successo ad eventi organizzati da associazioni presenti nel territorio provinciale e regionale, svolti negli allora campi di battaglia dell’Alpe di Catenaia e nelle strade provinciali attraverso il passaggio della Colonna della Libertà che hanno interessato più giorni rievocativi e la partecipazione di molti figuranti e mezzi dell’epoca. Con incredulità e profonda tristezza abbiamo riscontrato illazioni gratuite ed infondate, divulgate in questi giorni dai media, addossandoci di fatto principi ed ideologie che non ci appartengono. Soprattutto hanno generato forte delusione tra gli associati che negli ultimi mesi hanno dedicato passione, tempo e sacrificio per la crescita dell’Associazione e per la buona riuscita della manifestazione. In proposito visto il clima creatosi l’Associazione ha deciso di annullare l’evento programmato per il 9 e 10 luglio, rinviando ad altro periodo, auspicando un clima più disteso attraverso la miglior comprensione dell’operato dell’Associazione”.

Resta il fatto che la stessa Provincia e il Comune di Castiglion Fibocchi hanno di fatto preso le distanze dalla vostra manifestazione invitandovi a togliere il logo dalla bozza del volantino che ancora non era stato dato alla stampa.

I due enti probabilmente sono arrivati a negare ciò che avevano concesso – precisa Corsini – perché si sono ritrovati letteralmente investiti da questa tempesta mediatica”.

Quindi conferma di aver ricevuto la concessione del patrocinio da Provincia e Comune di Castiglion Fibocchi…

Confermo la concessione del patrocinio scritto da parte della Provincia, abbiamo la lettera della Presidente Silvia Chiassai, ricevuta via mail, con la quale concede il patrocinio alle manifestazioni promosse dall’Associazione Culturale Fronte Italiano 1945. Per quello che concerne il Comune di Castiglion Fibocchi il patrocinio era solo verbale, però abbiamo sempre collaborato con loro. Gli abbiamo fornito tutta la documentazione affinché partecipassero ad un bando per ottenere contributi dal Ministero della Cultura per la nostra attività di rievocazione storica. Noi abbiamo tutta la documentazione della nostra attività e che è stata protocollata dagli uffici del Comune, tutto questo – coclude Corsini - in accordo con l’assessore e il sindaco del Comune di Castiglion Fibocchi”.

La lettera della Presidente della Provincia Chiassai non è firmata e non ha la data…

L’abbiamo ricevuta via mail, e poi abbiamo la pec – specifica Manlorenzo Corsini - con la quale la Chiassai ci revoca il patrocinio, per revocarlo un patrocinio dev’essere stato concesso…”.

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Massimo Gianni

Massimo Gianni

giornalista iscritto all’Ordine dal 1988, collabora con testate giornalistiche televisive e radiofoniche.