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venerdì | 02-01-2026

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Sport

Buoni e cattivi

Ci aspettavamo tutti una svolta forte dopo l’uscita di scena diplomatica di De Vito, l’arrivo di un direttore sportivo con grande esperienza in grado di rimettere in carreggiata una stagione che ha preso la strada sbagliata. Invece è stato promosso Cristiano Tromboni, un trentenne che ha un curriculum limitato alle serie dilettantistiche romane. Va precisato che fino ad oggi a questa dirigenza è stato perdonato di tutto e di più. Dopo il disastro sportivo andato in scena nella scorsa stagione, i dirigenti chiesero scusa promettendo l’immediato ritorno tra i professionisti, però la musica ad oggi è sempre fuori sincrono; stiamo rivedendo il concerto stonato della scorsa stagione, culminata con una retrocessione diretta senza passare dai play out. Prima dell’inizio del campionato, su Arezzo24 ospitammo il commento del collega Gianni Di Ferdinando, il quale espresse le sue perplessità su come si era mossa sul mercato l’Arezzo. In particolare venne criticata la scelta dell’allenatore, assolutamente inadatta per chi vuole vincere e tagliare il traguardo da primo in classifica. Di Ferdinando, che è un profondo conoscitore di tutti i campionati dilettantistici dei quali si occupa da molti anni, venne sbeffeggiato sui social da un nutrito gruppo di tifosi, gli stessi che oggi contestano la società e chiedono la testa di Mariotti. Anche l’amico e collega Paolo Galletti è finito spesso nel mirino dei soliti noti, quando si è permesso di muovere critiche sulle scelte di mercato e di gestione da parte di questa proprietà. C’è un ristretto numero di addetti ai lavori e tifosi che dopo l’uscita di scena di La Cava e Pieroni ha stilato la lista dei buoni e dei cattivi da mettere dietro la lavagna. Guai a disapprovare o a muovere il minimo appunto, altrimenti venivamo accusati di essere “sotto dettatura“. Personalmente non devo dimostrare a nessuno quanto amo questa maglia. Per quanto possa affezionarmi a calciatori, allenatori e dirigenti, una volta andati via, nei loro confronti resta la stima e a volte l’amicizia. Di partenze dolorose ne ho vissute tante, ma la passione per la mia squadra è sempre rimasta intatta. Nessun professionista che saluta, per quanto bravo, simpatico e competente, è mai riuscito a destabilizzare i miei sentimenti verso questi colori e parlo anche a nome dell’amico Paolo Galletti, che, come me, frequenta il comunale da più di 50 anni. Ad Maiora!