Giostra del Saracino
Arezzo, ufficialmente aperto l’Anno Giostresco 2026 con la tradizionale Offerta dei Ceri al Beato Gregorio X
Arezzo, ieri sera si è ufficialmente aperto l’Anno Giostresco 2026 con la tradizionale Offerta dei Ceri al Beato Gregorio X, cerimonia solenne che rinnova uno dei riti più identitari della città e che accompagnerà il cammino verso i due appuntamenti clou della Giostra del Saracino: l’edizione in notturna del prossimo 20 giugno e la storica 150ª edizione in programma il 6 settembre.
La ventottesima edizione della cerimonia ha preso avvio nel tardo pomeriggio di ieri con lo spettacolo dei Musici e degli Sbandieratori in piazza San Jacopo, che ha richiamato cittadini e visitatori creando un’atmosfera di forte suggestione. Subito dopo, alle 18.25, il corteo storico – composto dal Gruppo Musici, dagli Sbandieratori, dalle rappresentative dei quattro quartieri e da Signa Arretii – ha attraversato il centro cittadino lungo Corso Italia, Canto de’ Bacci, via Cavour e via Cesalpino, raggiungendo Piazza della Libertà.
Qui, alle 18.45, si sono uniti al corteo il consigliere comunale Paolo Bertini, delegato dal sindaco Alessandro Ghinelli, l’Araldo, la Magistratura della Giostra, la Fraternita dei Laici e i Quartieri, per poi fare ingresso solenne in Cattedrale. Alle 19.00 è iniziata la cerimonia vera e propria: i rettori dei quattro quartieri hanno offerto ciascuno il cero votivo al Gregorio X, nel 750° anniversario della sua morte. I ceri, decorati dall’artista senese Rita Rossella Ciani, hanno rappresentato il cuore simbolico del rito.
Come da tradizione, l’evento ha avuto anche una forte valenza solidale: ogni quartiere ha devoluto una somma di denaro al Caritas Baby Hospital di Betlemme, ospedale pediatrico gestito da suore cattoliche, destinatario annuale del ricavato della cerimonia su iniziativa di don Alvaro Bardelli. In apertura delle celebrazioni, alle ore 18.00, il vescovo Andrea aveva celebrato in Cattedrale la Santa Messa in onore del Beato, sottolineando l’importanza spirituale dell’anniversario.
Gregorio X, nato a Piacenza nel 1210, fu eletto papa nel 1271 al termine di un lungo conclave durato tre anni. All’epoca si trovava in Terrasanta, dove incontrò Marco Polo e i suoi fratelli di ritorno dall’Estremo Oriente. Durante il viaggio di rientro dal Concilio di Lione, insieme al vescovo di Arezzo Guglielmo degli Ubertini, si ammalò e fu costretto a fermarsi ad Arezzo, dove morì il 10 gennaio 1276. Alla città lasciò un ingente lascito destinato alla costruzione della nuova cattedrale.
Beatificato e proclamato co-patrono di Arezzo insieme a San Donato, Gregorio X è al centro di una devozione che affonda le radici nel Medioevo: già dal 1327 la città stabilì di commemorare ogni anno l’anniversario della sua morte con una solenne cerimonia in Duomo, caratterizzata dall’offerta di cento libbre di cera. Un rito che ieri sera si è rinnovato, aprendo ufficialmente un Anno Giostresco carico di storia, tradizione e attesa.
































