Arezzo, via alla stagione del riscatto

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Tra poche ore si alza il sipario sul campionato di serie D e parte l’avventura che dovrebbe auspicabilmente riportare l’Arezzo tra i professionisti.

Si va a cominciare dunque, ma lo si fa non senza qualche inquietudine e non pochi dubbi dopo un precampionato lungo (due mesi dal primo giorno di ritiro all’avvio del campionato) e incerto ed una prima ufficiale “padellata” di brutto una settimana fa contro il non irresistibile Foligno. La squadra è tutta nuova, unici reduci dalla infinita caporetto della scorsa stagione sono Pinna e Cutolo, nuovo anche il tecnico che approccia per la prima volta in carriera come “head coach” una formazione con ambizioni altissime. La società si è affidata per la composizione della squadra alla coppia De Vito-Muzzi confermandogli fiducia nonostante gli esiti non brillanti della gestione dello scorso campionato (da gennaio, che prima i danni li aveva fatti quasi tutti la coppia Fabbro-Di Bari, esente però da colpe nell’ingaggio privo di senso e di riscontro agonistico di Alessio Cerci). Mister Mariotti è stata una scelta di Muzzi (lo ha detto lui stesso in sede di prima conferenza stampa) poi De Vito è andato a caccia di giocatori di qualità, abituati anche a vincere questo difficile e scontroso torneo, portando in amaranto un bomber da doppia cifra come Foggia, un attaccante esperto come Strambelli, un play di qualità come Aliperta. Rosa vastissima con tanti “over” da gestire e qualche under da scoprire. Il giusto mix sarà la chiave di volta insieme con la coesione dello spogliatoio e un’idea chiara di gioco da imporre nei campi e campetti tra Toscana, Umbria e Lazio. Le ultime uscite hanno sollevato perplessità proprio in merito al gioco, con cronache (anche quelle più benevole) che parlano di difficoltà di manovra e rischi eccessivi corsi nella fase difendente (un po’ di scollamento tra i reparti e ragazzi sugli esterni bassi che faticano a chiudere), ma è anche vero che domenica scorsa è mancato un briciolo di fortuna per arrivare ad un pareggio che non sarebbe stato esaltante, ma che avrebbe messo in una luce diversa la prestazione della squadra (alla faccia di chi pensa che il risultato non conta…). Sia come sia, il Comunale si accinge ad ospitare una stagione il cui esito non conosce incertezze: o vittoria o fallimento. Questo è quanto ci si aspetta dall’Arezzo, questo è quanto gli oltre 1000 spettatori previsti per l’esordio (bel riscontro complessivo e buona iniziativa quella dell’ingresso gratuito alla “Minghelli”) pretendono dai ragazzi che scenderanno sul campo con la gloriosa divisa amaranto. Davanti ci sarà il Trestina, squadra rivelazione nella scorsa stagione, compagine quadrata ed abituata alla categoria, ancora con le tracce e l’impostazione di mister Bonura (passato sulla panchina dell’ambizioso Gavorrano) e con al centro dell’attacco la vecchia conoscenza Essoussi. Prendiamo atto, ma chiunque sia l’avversario, oggi e sempre, l’Arezzo ha un solo compito, perché una sola è la strada per lavare l’onta di dodici mesi di umiliazioni. Non si riparte da capo, si riparte da lì e se ne esce solo vincendo.

Tags: S.S. Arezzo

Paolo Galletti

Paolo Galletti

Laurea in scienze politiche, da quando ha memoria ricorda solo il colore amaranto incitato sugli spalti di mezza Italia. Visceralmente legato alla maglia ed alla città si augura prima o poi di vedere accadere il miracolo sportivo che ancora non è mai avvenuto.