Arezzo decimata, ma lo spirito è quello giusto. A Busto Arsizio per fare punti

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“Zona Cesarini ti voglio bene”. L’Arezzo per l’ennesima volta si salva allo spirare della partita ed evita una sconfitta immeritata contro un avversario ostruzionistico e scorbutico, mantenendo la posizione nella griglia play-off. 

Anche se siamo lontani da Halloween, pareva decisamente il pomeriggio delle streghe. Gori dà forfait causa l’affaticamento accusato in settimana. Dentro Mesina, ma non è la stessa cosa. Primo affondo del Como e gol (i centrali nostri immobili, colpiti da incantesimo). Rigore e Cutolo si incarta, decidendo all’ultimo di cambiare angolo, cosicchè Facchin la para senza nemmeno troppi affanni. Pochi giri di lancette della ripresa e Nello scatta e s’accascia con una fitta al polpaccio della quale al momento di scrivere nulla di preciso si sa e in merito alla quale non ci resta che pregare intensamente perché il capitano si rimetta in piedi almeno per il 26 febbraio. Gialli a Luciani e Baldan, che salteranno la trasferta prossima da parte di un arbitro che sentiva caldo (nel senso di sventolare il cartellino) solo quando il fallo lo facevano i nostri. Da  lì in avanti più confusione del solito, con un attacco tutto reinventato e il Como a far barricate e perdere tempo. Però la squadra ha carattere e su questo almeno possiamo stare tranquilli. Sull’ultima palla della partita l’ha spizzata bene Gioè (buoni movimenti, fisico e capacità di far salire la squadra  per quel che s’è visto) e Caso e Tassi hanno confezionato il punto che ci ha levato l’ansia.

Se andiamo a vedere il gioco, la visione ottimistica scema di parecchio, ma che la squadra faccia fatica non è una novità. Il 4.2.4 prevederebbe affondi sulle corsie esterne e palloni al centro, ma si affonda poco e si crossa peggio. Caso ha spesso il guizzo vincente, ma altrettante volte perde palle pericolose e comunque prima di passarla gli devi puntare la pistola alla testa, Belloni è giù di tono. A Piu non resta che sostituire Pissardo e poi ha fatto quasi tutto (encomiabile per generosità  anche se il costrutto non è molto). Tassi e Foglia si dannano l’anima, ma a furia di correre  (e non mollano mai) vanno in debito di lucidità. Contro avversarie che si chiudono negli ultimi trenta metri, soffocando corridoi e raddoppiando sistematicamente, manca chi possa avere la giocata e l’idea per spaccare la partita. Non abbiamo perso e già questo è un buon segnale.

Ora si va a Busto Arsizio con tre assenze pesanti e una rosa che improvvisamente diventata corta. Ma di questo non si può dar colpa né a Di Donato né a Pieroni. Le scelte di chi sta al vertice non si discutono. Bisognerà lavorare di fantasia per allestire una squadra che faccia la sua parte, ma lo spirito del gruppo è sicuramente quello di andare in Lombardia a far punti.

Nella foto: il rigore fallito da Nello Cutolo

Tags: S.S. Arezzo Como

Paolo Galletti

Paolo Galletti

Laurea in scienze politiche, da quando ha memoria ricorda solo il colore amaranto incitato sugli spalti di mezza Italia. Visceralmente legato alla maglia ed alla città si augura prima o poi di vedere accadere il miracolo sportivo che ancora non è mai avvenuto.