Arezzo, con la Pergolettese non c’è bisogno di isterismi, ma di punti

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Dopo le due sofferte e faticose trasferte nordiste, l’Arezzo torna a giocare tra le mura di casa in una partita in cui è assolutamente vietato sbagliare se si vuole avere ancora qualche possibilità di non definire fallimentare la stagione in corso.

L’avversario di turno è la Pergolettese, neopromossa partita maluccio ma ripresasi alla grande. I gialloblu lombardi intravedono la possibilità di una salvezza che ad inizio campionato sembrava pura utopia e scenderanno in campo puntando ad ottenere, con le buone o con le cattive, un risultato positivo. Gli amaranto, dal canto loro, dovrebbero trovare motivazioni aggiuntive nel ricordo della gara di andata, caratterizzata da venti minuti di follie arbitrali che ci privarono del successo (è stata in assoluto la volte che siamo andati più vicini al colpo fuori casa). Fu anche la partita del serio infortunio a Borghini che accentuò l’allarme difesa che i fatti poi hanno dimostrato non dipendere necessariamente dagli uomini a disposizione.

La cosa più preoccupante della vigilia è la scarsa serenità con la quale mister Di Donato ha dimostrato di valutare le critiche rivolte alla squadra dopo le tre partite del 2020; non vorremmo che questo stato d’animo si riverberasse sull’atteggiamento in campo, perché davvero non c’è bisogno di isterismi ma di punti. La squadra ha giocato male con Pianese e Juventus. A Lecco ha dimostrato una bella reazione caratteriale pur senza incantare in fatto di gioco per le ragioni lette ed espresse un po’ da tutti: manovra prevedibile, avversari che ci hanno ormai studiato e capito, difficoltà a trovare la porta avversaria. Quanto poi alla squadra giovane, in campo a Lecco i ragazzini erano Borghini, Corrado, e Gori. Il resto del gruppo era composto da gente navigata, ma non sono mancate le amnesie che ci hanno condotto sotto di due gol. La fase difensiva fa acqua da inizio campionato e gli errori non sono dei singoli, ma di atteggiamento e di schieramento. Sono errori che si eliminano creando automatismi in allenamento, provando e riprovando. Se quanto fatto fino ad ora non basta bisogna insistere ed insistere ed insistere ancora. Chiaro che un successo servirebbe a riportare serenità nell’ambiente, ma ripeto: non è nascondendosi dietro un dito che si risolvono i problemi.

Oltretutto la partita non sarà facile perché la Pergolettese in trasferta non perde dal primo dicembre ed è squadra più brava a distruggere che a costruire, con un allenatore bravo a studiare l’avversario e predisporre le contromosse. Ci sarà quindi da giocare con la massima concentrazione, cercando di aumentare la velocità delle giocate e la precisione del palleggio. Solo così possiamo innescare Gori, troppo spesso abbandonato in mezzo a nugoli di avversari (se poi ci mettesse più cattiveria anche lui... ma con tre intorno non è facile arrivare per primo sulla palla).  La formazione dovrebbe essere quella tipo con il ballottaggio Picchi-Tassi a centrocampo e Caso-Rolando per il posto da esterno.  Decisamente è il momento di rispolverare il grido della giostra: “non più parole omai... vò vendicarmi (dell’andata). Al campo, alla battaglia, all’armi!“

Tags: S.S. Arezzo Pergolettese

Paolo Galletti

Paolo Galletti

Laurea in scienze politiche, da quando ha memoria ricorda solo il colore amaranto incitato sugli spalti di mezza Italia. Visceralmente legato alla maglia ed alla città si augura prima o poi di vedere accadere il miracolo sportivo che ancora non è mai avvenuto.