Luoghi del cuore, ancora un mese per votare. La classifica delle località toscane

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Manca un mese al termine della 9ª edizione del censimento nazionale dei luoghi da non dimenticare organizzato dal FAI - Fondo Ambiente Italiano in collaborazione con Intesa Sanpaolo. Ancora 30 giorni per votare i luoghi più amati e contribuire a tutelarli, valorizzarli o salvarli da degrado e abbandono con un gesto concreto.

 Sono oltre un milione i voti ricevuti finora per più di 35.000 differenti “luoghi del cuore”, ma migliaia di persone si stanno ancora mobilitando per raccogliere firme a favore delle realtà territoriali a loro più care, con 224 comitati che a oggi si sono registrati sul sito www.iluoghidelcuore.it. Si tratta di dati parziali, visto che di solito negli ultimi giorni del censimento vengono consegnate al FAI molte raccolte voti, spesso in grado di ribaltare la classifica finale che verrà comunicata nel mese di febbraio 2019.

Doppio l’obiettivo che stimola a partecipare a questa iniziativa davvero unica e a compiere un gesto d’amore verso luoghi d’arte e natura bisognosi di cure e protezione:

- la realizzazione di un intervento diretto sulla base di specifici progetti d’azione per i primi 3 luoghi classificati, a cui verranno destinati rispettivamente 50mila, 40mila e 30mila euro, e per il bene vincitore della speciale classifica dei “luoghi d’acqua” a cui saranno assegnati fino a 20mila euro;

- la visibilità ottenuta dai luoghi votati durante il censimento che, oltre a sensibilizzare la popolazione sull’importanza del proprio patrimonio e sulla necessità di una sua tutela e valorizzazione, può portare in alcuni casi alla nascita di collaborazioni virtuose tra società civile, associazioni e istituzioni del territorio e trainare così lo stanziamento di ulteriori contributi.

 I luoghi che riceveranno almeno 2.000 voti potranno inoltre presentare una richiesta per un intervento sostenuto da FAI e Intesa Sanpaolo, secondo le linee guida che verranno diffuse nel 2019 dopo l’annuncio dei risultati e sulla base delle quali verranno selezionati i beneficiari di contributi economici fino a un massimo di 30mila euro. In totale, nel 2019, verranno messi a disposizione 400.000 euro.

Ecco i luoghi che in Toscana sono, per il momento, ai primi posti della classifica provvisoria 

* Monte Pisano a Calci, Vicopisano (PI)

* Chiesa di San Francesco, Pisa

* Parterre di Piazza San Francesco, Pistoia

* Rocca di Ripafratta, San Giuliano Terme (PI)

* Pieve di San Pietro a Sillano, Greve in Chianti (FI)

C’è tempo fino al 30 novembre 2018 per votare i propri “luoghi del cuore: un’occasione unica per esprimere il proprio amore per l’Italia e condividerlo con chi riconosce nelle bellezze del nostro Paese la propria identità. Ecco le modalità di partecipazione al censimento:

- Sul sito www.iluoghidelcuore.it

- Raccolta voti su moduli cartacei (scaricabili dal sito www.iluoghidelcuore.it)

- Nelle filiali del Gruppo Intesa Sanpaolo

Dal 2004 Intesa Sanpaolo affianca il FAI in questa iniziativa a favore della tutela e della valorizzazione delle bellezze artistiche e naturali del Paese, ambito che vede il Gruppo impegnato in prima persona. A questo si aggiunge la capillare diffusione sul territorio italiano che asseconda la presenza ben distribuita della Banca in tutte le regioni italiane al servizio dei suoi oltre 12 milioni di clienti. Presso le filiali del Gruppo, come detto, tutti possono votare il loro “luogo del cuore” favorendo così l’opportunità di ricevere un’ulteriore assegnazione di 5.000 euro al luogo più votato in una filiale. Intesa Sanpaolo partecipa attivamente alla vita culturale del Paese: nel 2017 è stato insignito del titolo di Mecenate del XXI secolo nell’ambito dei Corporate Art Awards.

Il censimento è realizzato con il Patrocinio del Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo e dell’Anno europeo del patrimonio culturale 2018.

Si ringrazia il Gruppo Editoriale Gedi per la concessione gratuita di spazi pubblicitari, che ci aiutano a diffondere l’iniziativa e la missione del FAI.

RAI è main media partner anche dell’edizione 2018 de “I Luoghi del Cuore” con RAI1 che ha promosso l’iniziativa con spazi dedicati in Uno Mattina Estate e con RADIO1 che ha attivato un’ampia copertura con programmi del canale e servizi nei GR.

Ulteriori informazioni sulle classifiche e sui beni votati sul sito www.iluoghidelcuore.it

Ufficio Stampa FAI

Elisabetta Cozzi – stampa – tel. 02 467615220 Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

Novella Mirri – radio e tv – tel. 06 68308756 Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

Intesa Sanpaolo

Rapporti con i Media – 02 87962641 Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

I LUOGHI IN TOSCANA AI PRIMI POSTI DELLA CLASSIFICA PROVVISORIA

Monte Pisano a Calci, Vicopisano (PI)

La disastrosa calamità che il 24 settembre scorso ha mandato in fumo ben 1400 ettari del Monte Pisano e ha lambito la Certosa di Calci, luogo del cuore secondo classificato al censimento 2014, risparmiata per miracolo, ha mosso gli animi di un territorio già molto sensibilizzato per “I Luoghi del Cuore”, scatenando un vero e proprio passaparola mediatico che ha portato questo luogo a raggiungere in poco tempo i primi posti in classifica. Il sistema montuoso di modeste dimensioni facente parte del Subappennino Toscano, situato nella parte centro-nord della Toscana è caratterizzato da monti di altezza inferiore ai 1000 m., alcuni poco più che colline. La vetta più alta è il Monte Serra (917 m). Il devastante incendio ha spinto il comitato già attivo nel 2014 a proporre a tutti i comuni limitrofi una raccolta voti per questo luogo.

Chiesa di San Francesco, Pisa

La Chiesa di San Francesco a Pisa, grandioso edificio del XIII secolo con i suoi 80 metri di lunghezza, è la seconda chiesa di Pisa, dopo il Duomo. È il luogo dove fu approvata nel 1263 la Legenda Maior, la biografia di San Francesco scritta da San Bonaventura. Per la chiesa hanno lavorato alcuni tra i più importanti pittori italiani tra il XIII e il XIV secolo, quali Giunta Pisano, Cimabue, Giotto, Taddeo Gaddi, Spinello Aretino. Quel che resta oggi – le pale d'altare di Giotto e Cimabue si trovano al Louvre, sottratte in epoca napoleonica – è ancora di straordinaria rilevanza, come i resti degli affreschi di Taddeo Gaddi (1345), di Jacopo di Mino del Pellicciaio (1342), di Taddeo di Bartolo (1397), di Niccolò di Pietro Gerini (1392). Proprietà dello Stato, la chiesa è inagibile da due anni perché il tetto sta crollando. Le vetrate, gli affreschi, le opere d'arte e il campanile pensile, capolavoro di ingegneria medievale, rischiano di scomparire per sempre: per questo è nato un comitato partecipato da moltissime forze cittadine.

Parterre di Piazza San Francesco, Pistoia

Il Parterre di Piazza San Francesco a Pistoia è un edificio concepito nel 1812 da Cosimo Rossi Melocchi – collaboratore di Denon al Louvre – come Pantheon degli Uomini Illustri. Con la caduta di Napoleone il progetto fu sospeso e completato in forma ridotta nel 1827 con la realizzazione di un tempio neoclassico e di un ciclo interno di disegni a grisaille. Utilizzato come caffetteria – chiamata “Caffehaus” – e chiuso agli inizi del Novecento, da allora il Parterre è visibile solo dall’esterno, ma la città lo ha adottato come uno dei suoi luoghi affettivi. Qualche anno fa il Comune di Pistoia ha compiuto interventi di consolidamento strutturale, ma i dipinti sono ancora da restaurare, un vano addossato al monumento deve essere recuperato e occorre una rampa per facilitare l’accesso alla struttura. Il Parterre attualmente è chiuso e parzialmente in degrado: la Banda Borgognoni, che concorre volontariamente alla pulizia dell’area, vorrebbe aprirlo per concerti, conferenze e presentazioni di libri.

Rocca di Ripafratta, San Giuliano Terme (PI)

La Rocca di Ripafratta a San Giuliano Terme domina dall’alto il borgo sul confine tra il territorio di Pisa e quello di Lucca. Fondata nell’XI secolo dalla consorteria dei nobili Da Ripafratta, feudatari lucchesi, la rocca è entrata progressivamente nell’orbita della Repubblica di Pisa, che ne acquisì il possesso e la fortificò nel XII-XIII secolo. Con il dominio fiorentino sul territorio pisano, nel 1504 la rocca venne ristrutturata per renderla adatta alle nuove esigenze belliche dettate dalle armi da fuoco. Con la “pacificazione” fiorentina, la rocca venne abbandonata nel primo Seicento. Il complesso ha riacquistato visibilità a seguito di un’intensa campagna di scavi archeologici negli anni ‘80 del secolo scorso, che ha permesso di riportare alla luce le strutture medievali. Di proprietà privata, la rocca necessita di un’importante operazione di consolidamento e restauro per poterla rendere pienamente fruibile al pubblico. Il comitato “Salviamo la Rocca di Ripafratta” è attivo da anni per mantenere viva l’attenzione su questo luogo, auspicandone un’acquisizione pubblica.  

Pieve di San Pietro a Sillano, Greve in Chianti (FI)

La Pieve di San Pietro a Sillano a Greve in Chianti (FI) è menzionata già alla metà del IX secolo, ma il toponimo “Sillano” la porta ancora più indietro, al I secolo a. C., quando venne attribuito ai veterani di Silla, il generale romano che aveva sconfitto il rivale Mario. Per la sua posizione, Sillano è rimasta nel tempo ai margini dei nuovi percorsi stradali e proprio al suo isolamento la chiesa deve la conservazione della sua struttura romanica, ma anche lo stato di abbandono, che si prolunga da quasi mezzo secolo. L’edificio, inagibile, ha gravi problemi statici, legati anche al terreno su cui è stato edificato, non perfettamente piano. Anche il tetto, a capriate lignee, ha urgente bisogno di intervento. Ulteriori danni strutturali sono stati causati dallo sciame sismico verificatosi nel Chianti nel 2014. Comune e Parrocchia hanno quindi costituito un comitato, molto partecipato sul territorio, per eleggere la pieve a luogo del cuore, auspicando la creazione di un’attenzione che possa portare a reperire i fondi per il suo recupero.

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Redazione Arezzo24

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