Gialli: "Salvato dal defibrillatore, oggi sono un volontario". Mandò: "Oltre 1.000 Dae in tutta la provincia"

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Paolo Gialli, 67 anni, racconta la sua storia nel giorno del Defibrillation day: "In via Ricasoli, vicino a piazza Duomo. Le gambe mi cedevano e facevo fatica a respirare. Mi fermai e i miei amici chiamarono subito i sanitari, che seguivano il corteo".

Il 14 maggio 2022 in tutta Italia si terrà il Defibrillation Day che ha come obiettivo cardine la diffusione della cultura dell’uso precoce del defibrillatore automatico e semiautomatico nella popolazione per il primo soccorso all’arresto cardiaco sul territorio. Anche ad Arezzo è in programma, in piazza San Jacopo tra le 8,30 e le 13, una manifestazione per comprendere l’importanza della prevenzione cardiaca e i vantaggi del pronto intervento. Saranno presenti medici e infermieri della ASL Toscana sud est, con il suo dipartimento di Emergenza/Urgenza, assieme alle associazioni di volontariato come la Croce Rossa, la Misericordia e l’Anpas.

L’utilizzo tempestivo di un DAE consente oltre che di evitare la morte di una persona di ridurre drasticamente i danni conseguenti ad un arresto cardiaco. In caso di arresto cardiaco è necessario un duplice intervento: il massaggio cardiaco esterno e l’utilizzo del defibrillatore automatico esterno.

“Arezzo è una provincia che da oltre dieci anni è impegnata in una costante campagna di sensibilizzazione e potenziamento di questo fondamentale presidio di vita che è il defibrillatore - dichiara Massimo Mandò direttore del dipartimento Emergenza Urgenza della Asl Toscana sud est - Siamo stati tra i primi a distribuire queste attrezzature nel territorio oggi ne abbiamo oltre 1000 in tutta la provincia di Arezzo (343 Arezzo, 147 Casentino, 98 Valtiberina, 248 Valdarno e 179 in Valdichiana). Abbiamo formato oltre 34mila persone e la percentuale di sopravvivenza con queste azioni è arrivata fino al 40% degli interventi. Un risultato eccezionale, che però non ci basta, per questo stiamo lavorando per diffondere ancora di più la presenza dei DAE anche nei grandi condomini, ad esempio, e soprattutto cerchiamo di formare più persone possibile ad un corretto intervento”.

Paolo Gialli oggi ha 67 anni, appassionato della Giostra del Saracino e del quartiere di Porta Santo Spirito, è sempre stato presente in piazza e nei cortei anche come maestro d’armi.

“Il 2016 fu un anno incredibile - racconta - si svolsero ben tre Giostre, e le vincemmo noi del Santo Spirito. Ero tornato da alcuni giorni di vacanza e mi sentivo benissimo e mi presentai per la giostra di agosto. Ricordo che mi chiesero, vista la mia passione per la batteria, di partecipare come tamburino. La mia sfilata, però, si fermò all’altezza di via Ricasoli vicino a piazza Duomo. Le gambe mi cedevano e facevo fatica a respirare. Mi fermai e i miei amici chiamarono subito i sanitari, che seguivano il corteo. Da allora non ricordo altro che mi svegliai in ambulanza e vidi gli occhi di una dottoressa. Ingenuamente chiesi: che ci faccio qui? Mi raccontarono che il mio cuore si era fermato e fu necessario defibrillarmi. I soccorritori furono eccezionali: gentili, professionali, tempestivi e mi portarono all’ospedale dove sono ancora oggi seguito. Da allora vivo con un defibrillatore cardiaco nel mio petto e non ho più avuto problemi. Senza la prontezza dei soccorsi, la professionalità dei sanitari e il defibrillatore oggi non sarei qui. Vista la mia storia in questi anni ho anche deciso di diventare un astante riconosciuto, ho fatto i corsi e sono pronto a soccorrere chi subisce un attacco di cuore. Ho pensato che il minimo che potevo fare era mettere a disposizione degli altri la mia esperienza".

In quella calda sera di agosto fu la dottoressa Valeria Donati del 118 di Arezzo ad intervenire.

“Era una giornata molto calda ed io ero in servizio proprio per la Giostra del Saracino. Con la nostra ambulanza seguivamo il corteo dei figuranti. Intervenni su indicazione di altri partecipanti che mi indicarono il sig. Gialli che si stava sentendo male. All’inizio lui insisteva che si trattava del caldo e del pesante costume che indossava. Io, però, avevo subito compreso dai sintomi che non era solo la calura estiva. Tempo di convincere il signore a togliersi il costume che perse conoscenza in ambulanza. Si trattava molto chiaramente di un arresto cardiaco, ma fortunatamente il ritmo era defibrillabile ed intervenimmo. Dopo un solo intervento il sig. Gialli si riprese e lo trasferimmo in ospedale. La sua vicenda mi è rimasta particolarmente impressa proprio perché è emblematica e ci insegna come anche in situazioni che ci sembrano di festa e serenità, come la Giostra del Saracino, possono accadere eventi tragici. Questo però dimostra anche che se si interviene con i giusti mezzi e la corretta preparazione riusciamo a salvare le persone”.

 

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