Covid-19, Fondazione File: "Servono protocolli di cure palliative negli ospedali"

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"Quanto sta accadendo in questi giorni negli ospedali e nelle residenze sanitarie assistenziali merita una riflessione: all'assistenza sanitaria serve un diverso assetto organizzativo che tuteli i malati più fragili, anche affetti da COVID-19, che non sono candidabili alle cure intensive, permettendo loro di non soffrire e di ricevere comunque un accompagnamento adeguato. Sono necessari protocolli di cure palliative specifici e il supporto di specialisti in medicina palliativa": questa è la posizione di FILE - Fondazione Italiana di Leniterapia che si affianca a quella già presa nei giorni scorsi in modo congiunto dalla Società Italiana Cure Palliative (SICP), dalla Società Italiana di Anestesia, Analgesia, Rianimazione e Terapia Intensiva (SIAARTI) e dalla Federazione Cure Palliative (FCP).

"Appare sottostimato l'utilizzo dei medici palliativisti", ha detto Mariella Orsi, coordinatrice del comitato scientifico di FILE, "la loro collaborazione con gli altri professionisti è necessaria per garantire un accompagnamento adeguato alle persone che muoiono in questo periodo in ospedale". Il grande numero di malati affetti da COVID-19 ha messo a dura prova la tenuta del sistema sanitario, a tutti i livelli, rendendo evidenti molte criticità organizzative all'interno delle strutture ospedaliere anche locali. Tra queste, la chiusura temporanea dell'Hospice San Giovanni di Dio a Torregalli (Firenze) per fare spazio a un reparto per i malati di coronavirus: "Era forse necessario fare il contrario", ha continuato Orsi, "utilizzare cioè le dieci stanze e l'équipe di palliativisti per garantire tali cure nell'ospedale a tutti i pazienti ricoverati, anche con COVID-19".

Sempre secondo lei, "le garanzie sancite dalla legge 38 del 2010 sull'accesso alle cure palliative e ancora dalla legge 219 del 2017 sulle disposizioni anticipate di trattamento non devono essere 'messe in mora' durante questa situazione critica ma, anzi, dovrebbero essere utilizzate al massimo della loro potenzialità, anche perché negli hospice continua ad essere garantita, pur con tutte le cautele e i presidi necessari, la presenza almeno diurna di un familiare che permette una vicinanza e un commiato che dà sollievo non solo a chi si trova alla fine della propria vita, ma anche a chi dovrà poi vivere il dolore della perdita di un proprio caro".

Dall'inizio dell'emergenza coronavirus, FILE - Fondazione Italiana di Leniterapia non si è mai fermata, anzi si è attivata per dare il proprio contributo nel ridurre la pressione sulle strutture ospedaliere. Oltre a svolgere il consueto lavoro all'interno degli hospice, ha allargato la rete di assistenza domiciliare e aumentato la presenza dei medici palliativisti all'interno dei reparti ospedalieri, per tutelare e fornire un accompagnamento dignitoso ai malati cronici in fase avanzata e terminale, oltre che un supporto anche psicologico alle loro famiglie. Informazioni su www.leniterapia.it.

Per sostenere FILE Fondazione Italiana di Leniterapia: c/c bancario Banca Intesa Sanpaolo, IBAN IT19K0306902887100000002019 oppure direttamente sul sito https://www.leniterapia.it/come-aiutarci/donazioni/.

FILE Fondazione Italiana di Leniterapia, nata nel 2002, assiste persone malate con patologie croniche in fase avanzata, tutelando la qualità della loro vita e la loro dignità. Le équipe, composte da medici, infermieri, psicologi e fisioterapisti e coadiuvate da volontari formati, operano in collaborazione con l'Usl Toscana Centro a domicilio e in 4 hospice, oltre a garantire consulenze presso altre strutture sanitarie del territorio (ospedali e RSA). FILE si prende cura anche dei familiari, sia durante la malattia, che per l'elaborazione del lutto, con il supporto degli psicologi e mediante 6 gruppi di auto mutuo aiuto.

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