Enrico Rossi revoca l'incarico in sanità a Monica Calamai, al suo posto Tomassini. Pioggia di critiche

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"Troppe voci di un suo incarico in altre regioni": così il governatore della Regione Toscana ha motivato la scelta di sostituire la dirigente. Al suo posto arriva Carlo Rinaldo Tomassini, già direttore dell’azienda ospedaliera universitaria pisana

Dopo poco più di un anno, il presidente della Regione Toscana Enrico Rossi ha firmato il decreto di revoca dell’incarico della dottoressa Monica Calamai. La prossima settimana il dottor Carlo Rinaldo Tomassini sarà nominato direttore della Direzione regionale “Diritti di cittadinanza e coesione sociale”. 

Prima medico a Grosseto, Monica Calamai ha ricoperto ruoli dirigenziali ad Arezzo, è stata a capo dell'Asl di Livorno, poi Careggi e successivamente l'approdo in Regione. Non senza scossoni. Rossi ha deciso di anticipare le annunciate dimissioni di Calamai:  «La ragione di questa decisione - scrive Rossi - si fonda sul fatto che da tempo si susseguono notizie e voci relative alla volontà della dottoressa Calamai di cessare il proprio rapporto di lavoro con la Regione Toscana per accettare nuovi incarichi in altri enti fuori dalla regione. Il rincorrersi delle notizie, nonostante le smentite, ha determinato una situazione di incertezza e ha minato l’autorevolezza e l’affidabilità degli atti e delle strategie della direzione del dipartimento nei confronti dei dirigenti del sistema sanitario regionale e dei funzionari della direzione stessa, nonché degli attori della sanità regionale». 

La stabilità in un ruolo così delicato - continua Rossi - è garanzia di governabilità del servizio. Poi ringrazia Monica Calamai per il lavoro e i «risultati importanti» ottenuti dal dipartimento. In realtà, la soddisfazione per i risultati è relativa. Ed è indicativo, su questa scelta, anche il silenzio dell’assessora regionale alla Sanità, Stefania Saccardi. Rossi, però, non si ferma: «Sono dispiaciuto - aggiunge - ma ritengo di aver fatto ciò che è nei miei doveri e nelle mie competenze (per legge). Domani firmerò l’atto e procederò alla nomina di Carlo Tomassini che ci accompagnerà fino alla scadenza del mandato».

Non mancano le reazioni: i vertici regionali di Forza Italia all’attacco: «Licenziamento della dirigente sconfessione del ventennio Rossi in sanità». Sulle barricate anche il M5s

“Rossi deve chiarire questa situazione, è imbarazzante il silenzio di queste ore dell’assessore Saccardi e del presidente Scaramelli, a che gioco stanno giocando? La Toscana ha sì bisogno di stabilità, ma Rossi mentre dice vogliamo stabilità sta rendendo instabile tutta la Regione”. Lo ha detto il consigliere del Movimento 5 Stelle, Andrea Quartini, riguardo alla rimozione di Monica Calamai dalla direzione regionale diritti di cittadinanza e coesione sociale, decisa ieri dal presidente della Regione Toscana Enrico Rossi.

«Dopo quasi vent’anni che Enrico Rossi, prima da assessore e poi da governatore, di fatto è il Gran Burattinaio della sanità toscana ormai lo si sa: quando annaspa esce di senno e si rende protagonista di gesto di puro discontrollo che più hanno a che fare con la sua indole che col buon senso amministrativo. Nel caso specifico della rimozione di Monica Calamai dal verticissimo della sanità regionale, Rossi altro non fa che sconfessare l’impostazione che lui stesso ha impresso al settore e di cui Calamai è stata senz’altro la più attenta esecutrice. Politicamente prendiamo atto del tafazzismo del governatore che fa dei suoi bracci armati di lungo corso dei capri espiatori». La considerazione arriva dai vertici regionali di Forza Italia per bocca del Coordinatore regionale onorevole Stefano Mugnai e del Capogruppo in Regione Maurizio Marchetti che così commentano la rimozione di Monica Calamai da capo della direzione Diritti di cittadinanza e coesione sociale della Regione Toscana.

«Negli anni – ricordano Mugnai e Marchetti – Rossi ha scelto Calamai per i ruoli chiave negli spazi apicali più delicati della Toscana. La manager si è sempre rivelata di tale efficacia nell’applicazione delle direttive di Rossi sulla sanità da aver ottenuto l’effetto schiacciasassi ovunque sia stata collocata. Livorno, Arezzo, Careggi poi in particolare e ora l’assessorato sono stati teatri di fughe eccellenti sotto la sua guida. La serialità di certe dinamiche difficilmente è un caso. In tutto ciò, però, per Rossi ha sempre rappresentato quasi una alter ego. Diciamo – riflettono i vertici regionali degli azzurri toscani – che Calamai, ovunque è stata collocata, ha prodotto alla sanità toscana tutti i danni che Rossi le ha chiesto di produrre. Lei così come gli altri protagonisti del cordone sanitario di cui il governatore si è sempre circondato e le cui sorti ha legato a filo doppio con le sue».

«E infatti qui siamo al tramonto, come dimostrato anche dai Governance Poll pubblicati l’altro giorno dal Sole24Ore in cui il gradimento del presidente della Toscana precipita. Poteva Rossi tramontare da solo? Figuriamoci. Dopo di lui, secondo lui, ci dovrà essere il diluvio. Invece ci saremo noi, Forza Italia e il centrodestra, a rimboccarci le maniche per riaggiustare quanto lui, non le sue falangi, ha la responsabilità politica di aver sciupato», concludono Mugnai e Marchetti.

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