Francesco Macrì alla platea del Lingotto di Torino: "Un Patto per lo sviluppo dei servizi di pubblica utilità"

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Alla conferenza programmatica di FdI, sua "casa politica", il presidente di Estra e vice di Utilitalia, intervenuto in qualità di relatore esterno: "Stato, Regioni, enti locali, imprese di pubblici servizi, lavorino insieme per lo sviluppo di economia circolare e città sostenibili" Ar24Tv

L'obiettivo: il  green new deal. Lo strumento: un Patto per lo sviluppo dei servizi di pubblica utilità. I protagonisti: Stato, Regioni, enti locali e, ovviamente, le imprese impegnate in questi servizi.

Francesco Macrì, vice Presidente di Utilitalia, la Federazione che riunisce le aziende di acqua, ambiente, energia elettrica e gas e presidente di Estra spa. Inizia da una premessa:

"l’Italia oggi si trova a un bivio. Può scegliere la facile scorciatoia che si rivela un vicolo cieco, oppure  pianificare soluzioni di lungo periodo che vadano oltre le contingenze. Serve che la politica torni ad alzare lo sguardo, immagini il futuro e contribuisca a costruirlo all’interno della compagine europea nei prossimi 50 anni".

Per questo, Macrì ha una proposta:

"uno sviluppo economico legato al green new deal, cioè una svolta economica attraverso un piano industriale che sappia coniugare politiche ambientali avanzate e una forte crescita fondata sull’economia circolare".

Per far questo, è necessario eliminare l'idea che l'ambiente sia un freno allo sviluppo economico.  Alcuni esempi?

"La difesa di 70 olivi secolari contro l’arrivo della TAP in Puglia oppure la negazione di nuovi impianti per lo smaltimento dei rifiuti, come i termovalorizzatori o i digestori anaerobici per produrre biometano, impianti per il compostaggio. Una negazione che, nella sostanza, favorisce lo smaltimento dei rifiuti in discariche più o meno abusive, il trasferimento dei rifiuti all’estero che ha un costo economico elevatissimo, lo smaltimento a terra che comporta la diffusione di tante terre dei fuochi".

A questa arcaica visione dell'ambientalismo, è oggi necessario contrapporre una versione moderna,

"coniugabile con lo sviluppo sostenibile, che intende inserire la svolta green in un’ottica di prospettiva e di crescita per il Paese, guardando alle tante opportunità che questa transizione mette a disposizione. E’ a questo approccio che si ispirano già le nostre utilities: un nuovo approccio nella gestione delle risorse e del territorio che tenga conto della salute e della qualità di vita dei cittadini".

Il Vice Presidente di Utilitalia traccia il possibile futuro delle utilities italiane che devono guardare in molte direzioni.

"La prima è l’efficienza energetica e il  risparmio dei consumi. La riqualificazione del parco immobiliare rappresenta, ad esempio, un’importante occasione di rilancio del settore dell’edilizia e allo stesso tempo di risparmi per i cittadini e benefici per l’ambiente. Lo stesso vale per i trasporti. La mobilità sostenibile deve essere accompagnata da obiettivi di efficienza energetica e di ammodernamento infrastrutturale, favorendo così l’auspicata riduzione dell’inquinamento, il miglioramento della qualità della vita delle persone e della salute pubblica".

Una seconda direzione è l’economia circolare,

"quella che non spreca risorse e anzi le recupera salvaguardando e recuperando gli scarti che diventano nuova materia, “materia prima seconda”. Si tratta di un nuovo paradigma produttivo che in un Paese come il nostro, non proprio ricco di materie prime, consentirebbe di trarre numerosi vantaggi in termini di competitività, crescita economica, risparmio".

Terza direzione: la corretta gestione del ciclo dei rifiuti.

"Al nostro Paese servono nuovi impianti. E’ necessaria una strategia nazionale che limiti il trasporto fra diverse regioni e le esportazioni dei rifiuti. In Italia c’è una carenza impiantistica elevata e, se non si inverte questa tendenza, il nostro Paese continuerà a ricorrere in maniera eccessiva allo smaltimento in discarica".

Infine la gestione dell’acqua:

"una sfida che sempre più si intreccia con la governance territoriale e per cui è innanzitutto necessaria una pianificazione locale integrata e condivisa. Per mitigare gli effetti dei cambiamenti climatici e rispondere in maniera giusta ed efficace al nuovo contesto è fondamentale lo sviluppo di un’infrastrutturazione in grado di adattarsi alle nuove condizioni climatiche, favorendo l’interconnessione degli acquedotti e trovando soluzioni per l’utilizzo razionale della risorsa in presenza di eventi meteorologici estremi".

Francesco Macrì ricorda altri temi che devono essere al centro dell'attenzione:

"la prevenzione dell’inquinamento, attraverso una riduzione delle emissioni climalteranti e degli sprechi, favorendo i biocarburanti, il teleriscaldamento, le rinnovabili e le reti intelligenti per servizi di pubblica utilità. E poi l’innovazione tecnologica come strumento a supporto della sostenibilità ambientale. Sono queste le leve attraverso cui i servizi pubblici possono accompagnare i processi di sviluppo sostenibile perseguendo obiettivi legati all’ambiente e alla salute dei cittadini".

Per il vice Presidente di Utilitalia

"al centro di tutte queste sfide ci sono le città, che sono diventate e diventeranno sempre più attrattive per i giovani, per le nuove famiglie e per gli anziani. La crescente urbanizzazione pone sfide nuove e complesse; sarà sempre più concentrata la domanda di servizi e di energia elettrica, gas e acqua per il soddisfacimento di bisogni essenziali. I gestori dei servizi pubblici locali non possono che affiancare le amministrazioni locali nel  tentativo di rispondere ai bisogni dei cittadini e si trovano davanti ad una sfida che è allo stesso tempo un impegno: migliorare la vita delle persone offrendo servizi di qualità ed efficienza".

Perché tutto questo possa accadere è ancora la politica che gioca un ruolo decisivo.

"Serve uscire dalle contrapposizioni tra livelli di governo e ambiti di specifica responsabilità - conclude Francesco Macrì. Serve promuovere un Grande Patto per lo Sviluppo dei servizi di pubblica utilità, capace di mettere attorno allo stesso tavolo tutti gli attori principali: lo Stato, le Regioni e gli Enti locali, le imprese di pubblici servizi. Una politica illuminata disegna il futuro di un Paese. Dallo sviluppo sostenibile dipende la qualità della vita di tutti noi".

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Guido Albucci

Guido Albucci

Di tante passioni, di molti interessi. Curioso per predisposizione, comunicatore per inclinazione e preparazione