Moneyless altrove esposto, ad Arezzo si vuole abbattere

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Lucia Cherici si dissocia dal previsto abbattimento del murale creato dall’artista internazionale Teo Pirisi meglio conosciuto come Moneyless, nato nel 1980 a Milano. Cresciuto a Lucca, è uno degli artisti italiani più importanti ed influenti dell’arte urbana internazionale.

Moneyless, nel 2015, in occasione di Icastica, ha gratificato anche la nostra città con le sue opere, proprio una di quelle che la Giunta vuole abbattere, in affaccio sul parcheggio della Misericordia. Azione esprime netto dissenso.

"Mentre all’estero come in altre città d’Italia le opere di Moneyless vengono esposte, ad Arezzo si pensa di abbatterle", dichiara Lucia Cherici, segretaria provinciale di Azione.

"Nel 2017 il Sindaco Ghinelli affermava "Abbatteremo il muro che divide il parcheggio della Misericordia e collegheremo così piazza Fanfani a via Garibaldi e piazza del Popolo. Sì, è il muro dove c'è un'opera d'arte, ci studieremo sopra, ma di certo non ci fermeremo di fronte ad un'opera d'arte, l'importante è la fruibilità della città”. Parole sconvolgenti per chi vuol bene ad Arezzo. Oggi sappiamo qualcosa di più sul progetto della area ex Cadorna. La proposta della giunta è la creazione di una piazza pedonale al posto del parcheggio e il posizionamento di uffici pubblici nell’edificio che sostituirà parte dell’ex caserma, progetto che di conseguenza comprende l’abbattimento del murales che si affaccia su piazza del Popolo. Non ci risulta studiata alcuna alternativa volta alla manutenzione del murale come affermato a suo tempo dal Sindaco.  In ogni caso Azione ritiene che una città sia fruibile non solo quando si parla di infrastrutture ma quando consente di godere dell’arte esistente e offre adeguata conservazione della medesima per i suoi cittadini ed ai turisti che ospita. Le opere d’arte sono patrimonio comune e non sono nella disponibilità dell’una o dell’altra giunta.  L’Arte contemporanea, e tra essa l’arte muraria, è arte a tutti gli effetti; ci sono stati vari periodi storici in cui era uso abbattere opere, e ancora oggi paghiamo le conseguenze di quelle scelte, se la storia è veramente maestra di vita facciamo tesoro di ciò che abbiamo imparato. Azione chiede agli aretini se sia davvero essenziale abbattere un’opera d’arte muraria di un artista internazionale per esigenze di fruibilità, oggi meglio specificate in un progetto che desidera essere inquadrato in riqualificazione ma non si sa di cosa. Esperti hanno proposto, inascoltati, idee di conservazione del murale anche in vista di un intervento di manutenzione. Pietro Marini, dottore in economia e gestione delle arti e delle attività culturali presso l’Università Ca’ Foscari di Venezia e residente a Civitella della Chiana, da tempo afferma che la distruzione delle opere potrebbe essere facilmente evitata. “Sto lavorando – affermava già nel 2017- ad un progetto con il quale proporre modalità di tutela di queste opere d’arte che sono state prodotte da artisti di fama internazionale e realizzate appositamente per la città di Arezzo.” Queste professionalità , si chiede Azione, sono state interpellate dall’amministrazione comunale?

Azione chiede al Sindaco, agli Amministratori e alla maggioranza il coraggio di ripensare a questa sciagurata decisione e soprattutto di porre in atto operazioni di tutela delle opere murarie

Azione chiede a tutta la cittadinanza e alle forze politiche di levare uno scudo a tutela del patrimonio artistico di Arezzo.

Azione chiede agli eletti che appoggiano questa scelta amministrativa di esercitare l’autonomia intellettuale necessaria per preservare il patrimonio culturale della nostra città contro ogni presa di posizione ideologicamente deleteria per Arezzo.

Sulle demolizioni alla Cadorna:

"Un anno fa Gabriele Donnini, un brillante trentenne aretino da alcuni mesi iscritto ad Azione, consegnava ai componenti di Giunta (dal Sindaco Ghinelli, all’assessore Lucherini compresa) un libro: “Arezzo – Pensieri e progetti”. Si parlava anche dell’area Cadorna, tornata alla ribalta della discussione in questi giorni: una proposta concreta di recupero urbano e che salvaguardasse anche i murales di Icastica. Silenzio, ignorato di sana pianta, neppure una cordiale risposta.

Questo un passo del testo: «Condivisibile il progetto di aprire un passaggio pedonale pur non ampio tra l’ex-piazza d’armi e l’attuale parcheggio in Via Garibaldi: si possono armonizzare le due cose, anzitutto salvaguardando i grandi murales altrimenti inamovibili, via-via oggetti di polemiche, che la dicono lunga sulla superficialità della nostra Cultura civica in ambito contemporaneo. Opere di artisti internazionali, questi vanno saputi cogliere nel loro valore, al di là dei gusti poi di ognuno: intere città hanno costruito Turismo grazie ad interventi di street-Art. Per il vuoto bellico che si affaccia sui trascurati giardini di Piazza del Popolo, propongo un edificio che, appoggiandosi agli esistenti, integri i murales nella sua architettura, con giardino pensile sul tetto e quale nuova sede anche per la Misericordia o per un centro di socialità di pubblico utilizzo».

Erano allegati poi disegni esplicativi, per rendere l’idea. Insomma, spianare tutto non è l’unica soluzione, la solita soluzione: si può integrare antico e nuovo.

Due i fatti gravi: 1) la mancanza da parte dell’Amministrazione di condivisione dei progetti con la cittadinanza, il non rendere mai pubbliche le decisioni, il non aver le carte alla mano così da poter valutare l’impatto dell’opera; 2) il non rendersi conto che, per quanto degli edifici possano non essere sottoposti a vincoli dalla Soprintendenza, comunque si sta aprendo un cantiere enorme nel cuore di un centro storico! Non si può costruire a caso, o in maniera arbitraria, in un centro medievale.

L’area Cadorna va riqualificata, assolutamente, anche riordinando i posteggi e piantumando alberi. È un parcheggio strategico, non c’è dubbio. Ma quando ci si presenta l’occasione di colmale uno degli ultimi vuoti bellici (perché furono le bombe a creare la piazzetta accanto alla Misericordia, laddove c’erano antichissimi conventi), secondo Azione è necessario mostrare sensibilità urbanistica e lungimiranza amministrativa. Esattamente le altre due cose che paiono mancare nel dibattito e nell’agire dell’attuale Amministrazione".

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