Sanità, Bardelli: "Dalla Asl aretina tante belle parole, ma i fatti stanno a zero"

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La nota del conigliere comunale Roberto Bardelli in merito alla situazione della sanità aretina.

"La Asl aretina continua uno strano percorso di semi abbandono della nostra comunità o, a seconda di come la si voglia vedere, sta adottando un atteggiamento molto remissivo nei confronti del nostro territorio. Assistiamo di settimana in settimana a roboanti annunci, balletti di cifre considerevoli, promesse di lavori fenomenali, ma la verità è che sembra che tutto si muova affinché nulla si muova, anzi, la situazione sembra peggiorare di mese in mese. Facciamo il punto della situazione: si paventa il disgraziato spostamento della direzione dell'oncologia da Arezzo verso Siena o Grosseto. Ora, tutti sappiamo l'immenso impegno economico e partecipativo della cittadinanza di Arezzo, quasi un caso unico in Italia, e la grande opera meritoria del Calcit di Arezzo, e fa male al cuore e all'anima sentire che a qualche dirigente della Asl viene la brillante idea di spostare la direzione, contro ogni logica di buon senso e rispetto. Ma andiamo avanti. A maggio 2021 era stato annunciato l'acquisto di un nuovo angiografo, visto che uno si era distrutto in un incendio doloso esattamente un anno prima. Il nuovo strumento doveva entrare in funzione entro la fine della scorsa estate: siamo a febbraio del 2022, quanto ancora dobbiamo aspettare? Veniamo al Pronto Soccorso: rimane ancora oggi una sorta di buco nero. Ancora enormi disagi in questo servizio fondamentale per la cittadinanza, con il personale medico ed infermieristico insufficiente e sempre sotto pressione, obbligato a lunghe ed estenuanti turnazioni, con carichi di lavoro esagerati per quei pochi eroi che ancora resistono su questo fronte; e a farne le spese sono purtroppo i cittadini, che si trovano spesso ad attendere ore e ore in condizioni di disagio a volte disperate. In ultimo veniamo alla vicenda Hospice: 22 mesi di annunci, di progetti, di tante belle parole, di finanziamenti che vengono promessi a cascata, ma la verità è che siamo ancora ad una fase meramente preliminare. Quindi tante belle parole ma i fatti stanno ancora a zero, con buona pace e tanta rabbia dei malati terminali e delle loro famiglie. Insomma, qui si impone velocemente un cambio di marcia e di pensiero, o la nostra comunità rischia seriamente l'estinzione sanitaria".

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