Aumentate indennità per amministratori, Ghinelli: "Scelta opportuna". Ma l'opposizione insorge

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Sono previsti, in base all'ultima Legge di bilancio varata dal governo, degli aumenti per le indennità percepite dagli amministratori locali. Nella fattispecie gli aumenti riguardano gli stipendi di sindaco, del vicesindaco, degli assessori e del presidente del consiglio comunale. Per Ghinelli è una "scelta opportuna", ma l'opposizione non ci sta. Le repliche di Menchetti e Romizi.

Si tratta di un consistente aumento degli stipendi, suddiviso in tre step annuali "a salire" e a partire da quest'anno. Ad esempio, rispetto allo scorso anno il sindaco guadagnerà circa 2.000 euro in più al mese (da 4.508,67 euro mensili percepiti nel 2021 a 6.826,77 euro del 2022). Lo stipendio subirà un ulteriore aumento di circa 1.200 euro nel 2023, fino ad arrivare a 9.600 euro mensili nel 2024.

Stesso discorso, con cifre più basse e proporzionate al ruolo, per il vicesindaco e gli assessori, che dal 2022 fino al 2024 vedranno lievitare il loro stipendio di circa 1.000 euro ogni anno. Così dai 3.381 euro mensili percepiti lo scorso anno dal vicesindaco, si passa ai 5.120,08 del 2022. Si salirà a 6.008,68 l'anno prossimo, fino ai 7.245 del 2024.

Stipendi e "step" identici per assessori e presidente del consiglio comunale, i quali passeranno dai 2.705,20 euro mensili del 2021 ai 4.096,06 euro mensili del 2022. Nel 2023 le mensilità saranno di 4.806,94 euro, mentre nel 2024 di 5.796,00 euro. 

Ghinelli d’accordo con Nardella: “prendiamo un quarto rispetto ad un parlamentare. E’ una scelta del governo che condivido”

“Condivido il pensiero del sindaco di Firenze Nardella: se i sindaci e gli amministratori locali rappresentano ciò che si dice, e cioè essere il baluardo più consistente di democrazia e operatività, non trovo affatto scandaloso che a questa responsabilità corrisponda un adeguato riconoscimento economico. In questi ultimi decenni, mentre gli stipendi dei parlamentari, dei consiglieri regionali, dei parlamentari europei hanno toccato cifre molto consistenti e in alcuni casi anche difficilmente comprensibili, si è assistito, al contrario, ad una mortificazione del ruolo dei sindaci e degli amministratori locali che ha portato ad un allontanamento dall’assunzione di responsabilità pubbliche, limitando la libertà di partecipazione. Credo che il governo Draghi abbia fatto una scelta opportuna e di buon senso che certo è un primo atto verso una rimodulazione di tutte le indennità che hanno a che fare direttamente o indirettamente con la politica. Comprendo che il momento storico possa prestarsi a facili strumentalizzazioni, ma i sindaci in questi anni hanno imparato a non nascondersi dietro facili populismi che fanno male a tutti, compresi coloro che li fomentano”.

Francesco Romizi, capogruppo consiliare di Arezzo 2020: "Sindaco e Giunta si riducano parte dell'indennità riconducibile al bilancio del Comune"

Non intendo mettere in discussione l’applicabilità di una legge, un suo automatismo e le relative risorse, disponibili peraltro in un fondo statale. Non stiamo discutendo del legittimo diritto degli amministratori locali a ricevere un compenso per il lavoro svolto. Se attualmente sono consigliere comunale, e come tutti i consiglieri ricevo 100 mese al mese, in passato ho ricoperto il ruolo di assessore e so cosa significa in termini di sacrificio: di tempo, affetti, responsabilità. E questo va riconosciuto. La battaglia di Anci per l’adeguamento delle indennità di sindaci e assessori ha trovato traduzione in una norma nazionale e dunque gli aumenti per sindaco e giunta, anche ad Arezzo, sono consequenziali.
Tuttavia c’è un “ma”: se l’incremento in questione sarà a carico dello Stato e dunque senza oneri per il Comune, l’indennità attuale, chiamiamola quella ‘base’, grava sul bilancio comunale e così resterà. E dunque su questa voce si può intervenire. In quale direzione è facile dirlo: ci sono categorie di lavoratori che da anni non ricevono aumenti contrattuali, nel pubblico e nel privato, sui tavoli delle case e dei negozi si accumulano bollette da pagare, e con quali sorprese, molte imprese stentano ad agganciare il treno della ripresa.
Non mi sembra questo il momento, per la politica, di offrire un’immagine d’insensibilità. A sindaco e giunta chiedo dunque di ridursi quella parte dell’indennità riconducibile al bilancio del Comune, in sostanza alle tasche degli aretini. Male che vada, faranno pur sempre pari.

Michele Menchetti, consigliere comunale Movimento 5 Stelle: "Indennità siano messe a disposizione degli aretini con un fondo di solidarietà"

Gentile Sindaco Ghinelli,
Apprezzo molto la Sua richiesta, basata sui principi di trasparenza che il Movimento 5 Stelle condivide, senza se e senza ma. Non ho alcuna remora a rispondere a Lei e a tutti gli Aretini che non ho assunto alcun incarico sia in Coingas che in Estra. Né a partire dall’esercizio 2017 né prima. Questa mia risposta sarà pubblicata anche nei miei social, ad onorare al massimo il principio da Lei richiamato della trasparenza. Mi permetto di aggiungere e suggerire di allargare questa richiesta anche a tutte la altre aziende partecipate dal Comune di Arezzo. Mi permetto altresì di consigliarLe di rendere pubblici sempre anche i criteri con cui verranno effettuate le nomine nelle partecipate, per porre fine una volta per tutte, alla pessima abitudine di legare tali nomine all’appartenenza politica dei prescelti. Concludo auspicando che l’aumento delle indennità per Sindaco, Assessori e Presidente del Consiglio Comunale, previste dalla legge di bilancio e recepite rapidamente dalla Sua Giunta, sia restituito e messo a disposizione degli Aretini, con l’istituzione di un fondo di solidarietà. Il Suo ruolo ha certamente grandi responsabilità ma non è assolutamente questo il momento per aumentare lo stipendio dei politici, anche se l’input è arrivato da Roma.

 

 

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