Sicurezza ad Arezzo, Azione: "Servono risposte strutturali, non emergenziali"

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La nota di Azione in merito alla questione sulla sicurezza ad Arezzo, un tema centrale che è stato al centro del dibattito durante l'ultimo Consiglio comunale.

Azione prende atto di quanto approvato in consiglio comunale in relazione al miglioramento dell’efficienza della polizia municipale anche in esito ai gravi episodi di ordine pubblico presenti in diverse zone della città che devono trovare una ferma e decisa interruzione.

I fatti di Piazza della Badia devono trovare una risposta compiuta e strutturale a Palazzo Cavallo che non può offrire solo una risposta emergenziale, ancorché necessaria. Come sempre, a una giusta e corretta azione repressiva di comportamenti illeciti, va accompagnata una riflessione sui motivi che causano disagio sociale. Azione ritiene che l’amministrazione debba compiere quanto prima anche un’analisi sulle cause e formulare delle proposte serie rivolte ai nostri giovani in merito ai bisogni di aggregazione, agli spazi in città in modo da non offrire solo risposte emergenziali ma anche strutturali.

Azione Arezzo si chiede perché la pubblica amministrazione aretina non crei o agevoli o implementi l’organizzazione di luoghi pubblici di condivisione per lo stare insieme dei giovani. Il creare degli ambienti costruttivi contrasta il degrado che si trova lungo le strade che chiaramente affligge i giovani abbandonati a sé stessi, non solo senza una possibilità di realizzazione personale e sociale ma anche di trascorrere ore di sano e più che legittimo divertimento.

 La soluzione formulata dall’amministrazione comunale non volge a integrare e costruire relazioni sociali, che sono la base della convivenza civile e del reciproco rispetto. Azione ritiene che l’amministrazione dovrebbe accompagnare la dotazione per le forze dell’ordine con strumenti atti ad reprimere come manganelli, spray al peperoncino e teaser ad una azione amministrativa volta a creare proposte per prevenire condotte giovanili violente.

Secondo Azione, l’ente comunale dovrebbe avere cura dell’organizzazione interna sia della comunicazione tra i vari corpi delle forze dell’ordine per poter compiere un controllo capillare e organizzato che prevenire momenti di tensione ancor prima di dover ricorrere a strumenti repressivi; l’esempio più lampante è l’attivazione del presidio a Piazza Guido Monaco, che come tutti sappiamo, è inattivo da sempre, fonte di inutili costi per l’amministrazione. 

Azione ritiene che sia essenziale garantire ai giovani spazi di aggregazione, sale ordinate e ben gestite dove poter intrattenere due chiacchiere, intrattenere relazioni e svolgere le attività che più sono predilette dei giovani quali fare musica, condividere un gioco oppure semplicemente stare insieme. Arezzo manca di questi luoghi e Azione chiede che sia dato impulso a questo tipo di soluzione sociale in parallelo chiaramente ad interventi con gruppi di guardiani che possono dare una risposta nell’immediatezza ma sicuramente non risolutivi del problema nel lungo periodo. I nostri ragazzi hanno bisogno di risposte concrete e condivise, devono essere interpellati dall’Amministrazione che li deve ascoltare senza che si sentano destinatari di una mera repressione, che il giorno dopo li riporta nella medesima condizione nella quale si trovavano il giorno precedente.

 

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