Quando si apre la gabbia dell'ideologia: la lezione del Prof. Sterpos

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Il venir meno delle ideologie non significa la scomparsa degli ideali anzi, per certi aspetti, liberarsi da una visione del mondo “a senso unico”, in molti casi aiuta a capire meglio quale sia la strada migliore per arrivare al bene comune.

In tempi di politica “fluida”, dove i fatti corrono più veloci delle idee e le azioni anticipano i pensieri, tante persone si sono svincolate dalla gabbia delle ideologie e hanno iniziato a ragionare con la propria testa. Il concetto da cui in molti oggi muovono è semplice: è sbagliato guardare le cose partendo da posizioni pregiudiziali ed è invece molto meglio partire da ciò che è bene per la collettività.
Per questo il sentire di tanti uomini e di tante donne non è più ispirato alla logica di appartenenza ad un partito ma trova invece la sua ragione nel sentirsi parte di una comunità. Un fatto nuovo, che si riflette nei comportamenti elettorali, per cui un partito o un movimento, nell’arco di pochissimo tempo, passano da un successo diffuso a una caduta verticale dei consensi. Una fluidità che ha per contraltare anche aspetti negativi come l’astensionismo, che segnala una disaffezione e una sfiducia sempre più forte nei confronti delle istituzioni.
Questo abbandono è più evidente a livello nazionale, laddove la crisi delle ideologie si fa sentire più forte, si avverte meno invece nel voto amministrativo. Nelle piccole città la gente ha la convinzione che il suo voto conti ancora qualcosa, perché si ragiona di problemi concreti, e di scelte che incidono e incideranno sulla vita di ognuno. Per questo alla crescente disaffezione che caratterizza le politiche nazionali subentra, a livello locale, un rapporto di fiducia con chi amministra. Non a caso la legge, sopra una certa soglia di abitanti, prevede l’opzione del voto disgiunto, intendendo così sottolineare come vi possa essere stima e consenso per un amministratore ma, nel contempo, vi possa essere una appartenenza diversa negli ideali, rispetto alle liste di partito che appoggiano quell’amministratore.
Anche nella nostra provincia, che in importanti centri come Montevarchi si avvia alla competizione elettorale, notiamo come figure di rilievo della comunità montevarchina, storicamente schierate da una parte, come ad esempio il Prof. Marco Sterpos, noto scrittore, professore e ex dirigente scolastico della città, scelgano comunque di sostenere il Sindaco uscente Chiassai Martini, facendo il proprio endorsement in un lungo post su Facebook e riconoscendo la bontà dell’azione amministrativa pur marcando una netta distinzione dalle compagini partitiche che la sostengono.
È una scelta di libertà e autonomia che carica di grande responsabilità ogni elettore. La responsabilità di scegliere in maniera autonoma guardando solo agli interessi della città. È un rischio ma se lo si fa con convinzione, con discernimento e cuore puro difficilmente si sbaglia, perché il bene della comunità è una ricchezza che appartiene a ognuno di noi.

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