Arezzo in azione: "tra presunzione di innocenza, etica politica e senso civico"

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La vicenda giudiziaria che vede protagonista il Sindaco di Arezzo, porta Azione a chiedersi se esiste ancora il senso delle istituzioni.

"Tale domanda sorge spontanea in chi, garantista e liberale, pensa anche che un Sindaco debba incarnare il senso del decoro dell’Istituzione cittadina. Azione apprende con preoccupazione del rinvio a giudizio del Sindaco Ghinelli che dovrebbe avere a cuore l’immagine del Comune di Arezzo e che dovrebbe tutelare dalle vicende giudiziarie non solo sé stesso ma l’intera città.  Come fare a tutelare l’immagine della città se non con il dignitoso ricorso alle dimissioni? Le dimissioni dalla carica sono un gesto di generosità istituzionale che non solo dovrebbe essere garantito in via etica, ma anche quale strumento per concedere respiro e decoro all’intera città. Fare un passo indietro non significa ammettere alcuna responsabilità di carattere penale. Interpreta unicamente, a modo di vedere di Azione, un gesto di estremo rispetto istituzionale, comunemente praticato in contesti esteri per fatti più bagatellari di quelli per cui il Sindaco è chiamato a giudizio. E tale decoro e senso istituzionale non dovrebbe essere incarnato solo dal Primo Cittadino, che ne dovrebbe essere esempio, ma essere palesato sia dai componenti della Giunta che dai consiglieri di maggioranza che non possono astenersi dal trasmettere un messaggio chiaro di etica politica. Ancorché innocente sino a sentenza definitiva, Azione crede fermamente che una vicenda come quella che vede coinvolto il Primo Cittadino della città imponga una riflessione seria sul concetto di etica politica e senso civico. Azione si chiede quali sono le istituzioni che hanno l’autorevolezza di condurre un Comune a migliorare la sua qualità di vita se non quelle che si pongono in una posizione di attesa del giudizio in modo riservato e non provocatorio. Perché quello che ci appare, ultimamente, è un atteggiamento provocatorio del Sindaco che dichiara di non essersi vaccinato e di attendere il suo turno, quando invece ha ottenuto la sua somministrazione vaccinale negli Stati Uniti, un Sindaco che latita dalla città preferendo (e su ciò nessun biasimo) la vita familiare e domestica, anche oltre oceano, con la sua consorte americana; un sindaco che si assenta dopo pochi minuti dalla seduta consiliare per motivi familiari. Azione, stante le battaglie parlamentari condotte anche recentemente sulla lotta ai processi mediatici a tutela della presunzione di innocenza, non intende formulare giudizi sulla colpevolezza o meno di alcun cittadino dovendo provvedere sempre e solo il Giudice attraverso la sentenza; ciò che preme ad Azione è stigmatizzare la condotta oggettivamente assenteista del Sindaco sia sul piano fisico (stante le assenze fisiche dalla città di chi è stato eletto per stare vicino e a disposizione della popolazione) sia sul piano politico ed istituzionale, laddove si rileva assenza di incarnazione del vero senso delle istituzioniAzione chiede che il Sindaco, dopo i numerosi gesti di disinteresse verso la città come sopra ricordati voglia veramente manifestare il suo rispetto, per Arezzo praticando il dignitoso rito delle dimissioni e concedendo ai cittadini la possibilità di eleggere una persona che vuole e può effettivamente svolgere la funzione di Sindaco. Azione si chiede perché chi viene eletto, come il Sindaco Ghinelli e come i consiglieri di maggioranza, ritiene di aver conquistato qualcosa che gli spetta di diritto fino alle elezioni seguenti, qualunque cosa succeda nel frattempo. Vorremmo sentire una risposta a questa domanda da parte del Sindaco Ghinelli".

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