Violenza e movida incontenibile ad Arezzo: la parola d’ordine è “decentramento”

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La proposta del gruppo under 30 Arezzo in Azione

Il Gruppo Under 30 di Arezzo in Azione, riguardo al fatto gravissimo di violenza che è accaduto sabato sera, augura all’agente ferito una pronta guarigione e augura alla Città che tali episodi non si ripetano.

Il Gruppo Under 30 di Arezzo in Azione pensa che sia il momento che il Comune intraprenda azioni concrete e decise per evitare che avvenimenti come quello di sabato accadano ancora. Non è la prima volta che si sente parlare di risse in centro storico, negli ultimi mesi è stato registrato un significativo aumento di casi di violenza, specialmente nella tarda serata da parte di giovani nella movida. I fatti che sono successi in questi giorni non sono altro che l'ennesimo campanello d'allarme che manifesta la condizione di disagio che noi ragazzi stiamo vivendo.

Il gruppo Under 30 di Arezzo in Azione è sinceramente deluso dalle dichiarazioni del Sindaco che vede come soluzione il fare leva sulla "moralità" dei baristi, che – a suo dire - non dovrebbero somministrare alcoolici. Chiedere a un barista di non somministrare alcoolici è giusto solo laddove tale somministrazione sia proibita da un divieto, come nel caso dei gestori dei bar che somministrano alcolici ai minori, che devono essere controllati e sanzionati, come dovrebbe già accadere.

La dichiarazione del Sindaco, oltre che illiberale, è anche controproducente e soprattutto irrealizzabile: i baristi fanno il loro lavoro e far leva sulla moralità del barista è ipocrita e di poco spessore politico.

Under 30 Arezzo in Azione ritiene che non si possa risolvere questo problema semplicemente aumentando i presidi; basti pensare che è stato ferito proprio un membro delle forze dell’ordine presente sui posti oggetto di critica. Non si nega che comunque esista il bisogno di porre attenzione sulla sorveglianza ascoltando direttamente le richieste e indicazioni dei vigili e delle altre forze dell’ordine. Non si nega che una soluzione potrebbe essere, intanto, tenere aperti almeno tutti i presidi esistenti, come ad esempio quello in Piazza Guido Monaco che troppo spesso, invece, è chiuso.

Gli Under 30 di Arezzo in Azione credono fermamente che debba essere trovato un modo per prevenire dei fatti incresciosi come quelli di sabato scorso.

I ragazzi di Azione Under 30 pensano che il modo migliore per farlo sia disperdendo gli assembramenti, che ricordiamo non sono solo un problema in era covid. Noi ragazzi in questi mesi abbiamo sofferto e stiamo soffrendo ancora un disagio enorme a causa del fatto che non abbiamo avuto, né lo stiamo avendo ora, alcuna possibilità di trascorrere il tempo libero in modi costruttivi e sani. L'amministrazione comunale deve essere protagonista nel risolvere questo problema offrendo ai giovani aretini una risposta.

Arezzo in Azione Under 30 crede fermamente che l'amministrazione comunale debba avere come obiettivo principale quello di decentrare il caos della movida al di fuori del centro storico. Visto da noi giovani Under 30, il problema principale del centro è proprio il fatto che esso costituisce un unico punto di interesse aggregante con la conseguenza evidente di incentivare gli assembramenti e il totale caos che si crea nelle piazze centrali.

Crediamo che la prima azione che il comune debba svolgere per risolvere questo problema sia attuando un processo di sparpagliamento delle masse di giovani al di fuori del centro storico attraverso un’azione di decentramento.

Il Comune dovrebbe creare delle attrazioni per i giovani nei quartieri che si trovano nella cinta della città, come vari eventi musicali o serate di cinema all’aperto, dovrebbe riqualificare le zone verdi delle periferie illuminandole e gestendo le erbe infestanti fuori controllo e potrebbe permettere ai gestori dei locali extra centro di creare o utilizzare delle strutture esistenti creando delle piccole isole di attrazione e divertimento, anche tematiche, sparse per tutti quartieri.

Questo intervento non aumenterebbe il disagio perché allevierebbe i principali fattori che secondo noi stanno causando l’aumento delle violenze, cioè l’assembramento di troppe persone nello stesso punto e la mancanza di distrazioni al di fuori dell’assunzione di alcoolici.

Questa, secondo noi Under 30, noi può essere una strategia giusta per la comunità giovanile di Arezzo. Ciò, atteso anche il fatto che di fronte a noi abbiamo vari problemi: l’ammasso di persone nel centro che sono, spesso causa di violenze, lo stato di desolazione nei quartieri decentralizzati e la difficoltà dei gestori dei locali della periferia che sono rimati fermi per mesi. Crediamo che questa azione possa dare un vantaggio a tutti i soggetti citati e coinvolti: sia ai giovani, che cercano delle attrazioni al di fuori del centro storico, sia per i residenti stessi del centro, sia per i titolari nelle attività periferiche che si trovano in difficoltà.

C’è bisogno di riqualificare Arezzo nella sua integrità e questo può avvenire con azioni mirate e coraggiose coinvolgendo tutta la città, non dobbiamo rispondere al disagio con un vacuo paternalismo ma cercando di trovare delle soluzioni più vantaggiose possibili.

Il divertimento e la presenza di centri di aggregazione delocalizzati dal centro implicano la diffusione del controllo sociale. Il controllo sociale è sicuramente uno dei fattori fondamentali per la gestione della sicurezza e della gioventù aretina in integrazione con la fondamentale azione delle forze di polizia urbana, le quali devono essere sempre rese partecipi dei percorsi inerenti la sicurezza e ascoltate quali cerniera sociale.

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