Bracciali: "Ad Arezzo 3.200 neet e 15 mila iscritti al centro per l'impiego. C'è bisogno di pace, di mondo e d'Europa" Ar24Tv

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Matteo Bracciali, responsabile relazioni internazionali delle Acli: "Benvenuti gli aiuti da paesi come Cuba e Cina, ma le nostre radici sono in Europa. Ad Arezzo la crisi si innesta in una situazione già pesante: 100 milioni di euro i danni della serrata solo per il nostro territorio"

"La crisi - dichiara Matteo Bracciali - si innesta in una situazione già complicata: prima della crisi pandemia, ad Arezzo avevamo 15 mila iscritti al centro per l'impiego, sostanzialmente il 26% degli attivi, praticamente 1 su 4, 3.200 neet, cioè il 25% di giovani che non lavorano, non studiano, non sono inseriti nei processi di formazione (NEET è l'acronimo inglese di Neither in Employment nor in Education or Training, o anche " Not in Education, Employment or Training" ndr). Il reddito medio da pensione è di 748 euro, 1.300 disabili in condizioni di gravità. Il potere di acquisto delle famiglie è calato in 5 anni del 5%. Arezzo ha risposto sempre bene, a parte nel settore innovazione e non sempre per responsabilità delle amministrazioni. Secondo alcune stime, i danni della serrata ammontano a 100 milioni solo per il nostro territorio. Ora siamo in una situazione di gravissima emergenza: metà delle attività produttive sono chiuse, dipendenti in Cassa integrazione. Dobbiamo pensare ad azioni per lenire la situazione: amministrazione comunale, sistema bancario. Si tratta di attività di tampone, anche perchè non abbiamo oggi le condizioni per leggere il danno nella sua completezza. Non tutto riusciremo a portare a casa, ma se non ci fosse stata l'UE, per l'Italia sarebbe stato peggio: da soli non possiamo farcela".

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Massimo Gianni

Massimo Gianni

giornalista iscritto all’Ordine dal 1988, collabora con testate giornalistiche televisive e radiofoniche.