Caso Jolanda, Tanti al contrattacco: "Quelli del Pd maestri di morale geografica"

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Le "minacce politiche" di Bonaccini al sindaco di Jolanda registrate e pubblicate. Lucia Tanti: "Idea padronale della politica, forse dettata dalla paura di perdere le elezioni. Al Pd chiedo se c'è sempre posto per Bonaccini in Emilia Romagna".

Stefano Bonaccini, presidente PD della Regione Emilia Romagna e ricandidato per un secondo mandato da tutto il centrosinistra - premette l'assessore al sociale del comune di Arezzo Lucia Tanti - è stato pure lui registrato in maniera furtiva".

Potrebbero esservi parallelismi con il "caso Multiservizi" scoppiato ad Arezzo dopo le registrazioni di carpite da Sergio Staderini?

"Nel caso Bonaccini, la registrazione telefonica non è un commento del 2016 come quello "rubato" al sindaco Ghinelli, tra il sorpreso e lo stupito mentre ascolta un racconto, generico e caotico, riferito ad un ipotetico patto privato che nemmeno si sa se esista e che, anche qualora esistesse, lo vede estraneo - dichiara la Tanti - no, nel caso di Bonaccini si tratta di una "minaccia politica" che proprio lui in prima persona rivolge al sindaco di Jolanda, la cui vice ha scelto di sostenere Lucia Borgonzoni: “se vinco io non mi cercate più”, “è chiaro che poi succede qualcosa nei rapporti con voi” e via di seguito con un corredo di chiari "avvertimenti politici" e probabili ritorsioni ai danni di chi sta nel centrodestra, che non sembrano di alta statura istituzionale.

Anzi, sono toni che dimostrano una idea "padronale" della politica, forse frutto della paura che a Bonaccini "fa novanta", e che vanno pure contestualizzati perché qui, a forza di fare la caccia alle streghe, si crea un sistema politico barbaro degno solo della schiera dei "registratori seriali". Però toni gravi, indubbiamente e che certo vanno meglio indagati. Lo farà chi deve farlo. Ora mi domando: ma per il capogruppo del PD aretino c'è ancora posto per Bonaccini in Emilia Romagna? E la sinistra, maestra di morale, che ha parlato con veemenza in Consiglio Comunale chiedendo le dimissioni di tutti, a casaccio e indipendentemente dalle evidenti responsabilità, ora che il suo presidente-ricandidato fa telefonate del genere, non prepara atti robusti per salvaguardare il valore della legalità e il decoro della bella politica? Oppure esiste una morale politica di natura geografica? Ad Arezzo ti devi dimettere solo se prendi atto di una cosa che non hai fatto e che non si sa neanche cosa sia, però a Bologna, se invece una cosa la fai, cioè "minacci politicamente" un sindaco vicino al centrodestra, e lo fai da Presidente di Regione e candidato per un secondo mandato, stai al tuo posto? C'è da aspettarsi entro stasera un bel comunicato del centrosinistra aretino per chiedere il ritiro di Bonaccini, così capiremo se quando lorsignori vestono i panni dei giacobini sono da prendere sul serio oppure se qui, più semplicemente, c'è solo il bisogno di "togliere di mezzo", e per via impropria, l'avversario politico forte, che evidentemente fa tanta paura”.​

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