Sport
Ma che partita guardavi?
“Buongiorno – scrive Paolo Galletti a Eleven – vi scrivo dopo qualche riflessione circa l’opportunità o meno di farlo (sull’utilità credo che sia tempo perso) in merito alla telecronaca dell’incontro Mantova-Arezzo di ieri. Sono aretino, ma per cultura ed educazione sono abituato a tifare la mia squadra senza paraocchi e riconoscendo quel che accade in campo. Siccome scrivo da tempo anche per un sito locale proprio sull’Arezzo, cerco sempre di scindere il cuore dai fatti e dare una rappresentazione certamente soggettiva, ma il più neutra possibile di ciò che vedo in campo. Ecco, il telecronista di ieri tutto questo non sa nemmeno cosa vuol dire. Intanto fin da subito ha dimostrato di non provare nemmeno a distinguere i giocatori della squadra avversaria (all’inizio non citava nemmeno il nome limitandosi a dire “un giocatore dell’Arezzo“) ed ha continuato a sbagliarli quasi tutti per tutti i 90 minuti senza considerare che la sua voce non andava solo nella provincia di Mantova, poi ha condito la cronaca con valutazioni completamente scisse dall’andamento dell’incontro come “Mantova devastante“, “Mantova in assoluto controllo della partita“, “Mantova sontuoso“, “Arezzo che fa le barricate”, “Crolla il fortino dell’Arezzo ed era inevitabile davanti alla furia dei ragazzi di Troise“… Inutile dire che le cose in campo andavano in maniera diversa. Il primo tempo è stato equilibrato e nella ripresa il Mantova ha prevalso per maggior lucidità e freschezza. Ovviamente tutti gli interventi arbitrali pro-Mantova erano sacrosanti e viceversa quelli a favore dell’Arezzo “visti dalla tribuna stampa non erano condivisibili“… Imbarazzante, davvero imbarazzante. So già che queste mie righe serviranno a niente, ma davanti ad un simile massacro della deontologia professionale non me la sentivo di tacere”.





