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domenica | 25-01-2026

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Sport

Bucchi: “Prestazione completa. Rammarico per non averla chiusa, ma non abbiamo concesso nulla”. Il giudizio sui nuovi e su Pattarello: “Lo dico piano, è da categoria superiore”

Un altro tassello, una vittoria costruita con lucidità e maturità. Nel post gara di ArezzoJuventus Next Gen (1-0), l’allenatore amaranto Cristian Bucchi analizza una prestazione che definisce completa, pur con un unico rammarico: non aver chiuso il match quando l’occasione si è presentata.

«Quello è l’unico vero dispiacere – spiega Bucchi riferendosi alla tripla occasione di inizio ripresa –. La partita l’avevamo preparata studiando i vari momenti e quello era il momento giusto per chiuderla. Il palo fa parte del gioco, è vero, ma non siamo riusciti a raddoppiare. Detto questo, non abbiamo concesso praticamente nulla: è stata una grande prestazione, da squadra solida e quadrata. Diamo la sensazione di compattezza e questo è frutto del lavoro fatto. Bene anche i nuovi acquisti».

La solidità difensiva è uno dei temi centrali della serata. La Juventus Next Gen, ricca di talento, non riesce mai davvero a rendersi pericolosa:

«Sì, è un dato che si ripete – sottolinea il tecnico –. Era successo a Pesaro, col Pontedera, a Forlì: lì abbiamo preso gol solo su rigore da fallo laterale, poi abbiamo sofferto cinque minuti senza concedere altro. È un segnale importante. Dobbiamo essere capaci di spaccare la partita con gli episodi offensivi senza concedere nulla e senza farci anticipare nell’indirizzare il match. È un aspetto molto positivo di questo inizio d’anno».

Sugli avversari, Bucchi riconosce il valore della Juventus Next Gen, ma rivendica i meriti dell’Arezzo:

«Direi che se non sono stati pericolosi è soprattutto per merito nostro. Molti di questi ragazzi giocheranno presto in Serie A, lo vedi dai passaggi, dai controlli, dalla fisicità e dalla struttura. Hanno grande corsa e qualità, ma essendo giovani possono perdere di vista il risultato, che per noi invece è determinante. Abbiamo limitato il loro talento e creato tante occasioni, anche su palla inattiva, forse con poca precisione. La partita la immaginavo esattamente così e speravo di giocarla in questo modo».

Il tecnico amaranto allarga poi lo sguardo alla squadra del girone di ritorno, profondamente rinnovata dal mercato:

«Tutti i nuovi ci hanno portato entusiasmo, energia e freschezza. Le vacanze ci hanno ridato fiato, perché eravamo stanchi. Cercavamo profili di esperienza e senso del gioco: Artur Ionita e Coppolaro sembrano qui da anni, sanno gestire i momenti, parlare con arbitro e compagni. Cortesi è arrivato da poco, Arena ha fatto qualche spezzone: avrei voluto inserirli oggi, ma Coppolaro ha accusato un fastidio all’adduttore a otto minuti dalla fine e avevo un solo slot. Non potevo rischiare. Ciascuno sta mettendo da parte qualcosa di sé per la squadra, e non è scontato».

Inevitabile un passaggio su Camillo Tavernelli, autore del gol vittoria e arrivato a quota sette reti stagionali:

«Camillo ultimamente era preoccupato per le prestazioni, ma per il nostro equilibrio è troppo importante. Ho lavorato soprattutto sull’aspetto mentale, facendolo sentire sereno».

Diverso il discorso su Emiliano Pattarello, spesso giudicato solo per gli strappi offensivi:

«Qui non sono d’accordo – precisa Bucchi –. Emiliano oggi è stato il nostro primo difensore, ha fatto un recupero straordinario. Sta facendo un grande passo di crescita: prima giocava molto d’istinto e per se stesso, ora gioca per la squadra. È diventato un giocatore di categoria superiore, da Serie B. Lo dico piano, perché mancano pochi giorni alla chiusura del mercato…».

Il sorriso finale del tecnico amaranto racconta una squadra consapevole, in crescita e sempre più matura. L’Arezzo vince, convince e continua a costruire, partita dopo partita, una solidità che va ben oltre il singolo risultato e che può portare lontano.

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