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Bucchi dal rischio al trionfo: “Gioco, coraggio e mentalità. Vittoria meritata anche in dieci”
FORLÌ – Una vittoria che pesa, per come arriva e per quello che racconta. Nel post partita di Forlì–Arezzo il tecnico amaranto Cristian Bucchi analizza a caldo una gara ribaltata nel finale, quando tutto sembrava volgere al peggio.
«Questo gioco è meraviglioso perché sorprende – esordisce Bucchi –. Abbiamo fatto otto minuti nella loro metà campo, poi sono venuti per la prima volta nella nostra metà campo e da un fallo laterale è arrivato un calcio di rigore. La seconda volta abbiamo subito gol».
Un inizio che avrebbe potuto piegare chiunque, ma non l’Arezzo visto al “Morgagni”.
«C’è stata intensità, voglia di ribaltare la gara, forza mentale. Non ci siamo mai demoralizzati: qualità nel palleggio, zero contropiedi subiti. Alla fine è una vittoria meritata per lo spirito che la squadra ha messo in campo».
Il secondo tempo, secondo Bucchi, fotografa bene l’identità della squadra:
«Dopo il pareggio abbiamo provato a vincerla. Avrei voluto inserire altri giocatori offensivi al terzo slot, ma l’espulsione ha accelerato i cambi. Non abbiamo speculato sulla gara: questa voglia è fondamentale per una squadra che gioca per arrivare fino in fondo».
E se il gol decisivo arriva all’ultimo respiro, l’allenatore non nega l’episodio favorevole:
«C’è anche fortuna quando vinci all’ultimo secondo, è così. Ma l’avversario è stato bravo, ci ha pizzicato e creato difficoltà. Era una gara complicata: venivamo da un periodo senza vittorie. La sosta ci ha restituito tranquillità, brillantezza e smalto, oltre ai nuovi acquisti grazie alla società. Poi i rientri, come Renzi e Ravasio: tutto è stato importante per approcciare questa partita».
Alla domanda sul valore psicologico del successo, Bucchi è netto:
«Molto. Le vittorie che arrivano così, in rimonta, in dieci e dopo una grande prestazione, devono essere una spinta enorme. Dobbiamo avere entusiasmo e non perderci dietro ai problemi che arrivano in una stagione: squalifiche, infortuni, episodi contrari. Bisogna conviverci».
E guarda subito avanti:
«Serve slancio. Pensiamo alla prossima con il Pontedera: sarà difficile. Con la nuova gestione ha messo in difficoltà il Ravenna e ha pareggiato col Livorno. Dovremo fare un’altra prestazione importante come questa».
Nel rientro dei tifosi amaranto riecheggia il coro “salutate la capolista”. Bucchi sorride ma mantiene equilibrio:
«Ci fa piacere, ovviamente. Nell’andata siamo stati primi, secondi, poi primi a pari merito. Speriamo di coltivare questa abitudine fino alla fine, sapendo che ci sono squadre forti come Ascoli e Ravenna. Noi facciamo la corsa su noi stessi: più che pensare alla classifica, dobbiamo goderci questa bella prestazione. Le prestazioni danno continuità, i risultati danno benzina».
Parole che raccontano una squadra viva, capace di soffrire e colpire: esattamente ciò che serve quando la stagione entra nel suo tratto decisivo.
Foto: Ufficio stampa S.S. Arezzo




