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Arezzo–Ravenna, Bucchi presenta il big match: «Partita bellissima, da vivere con serenità ed entusiasmo»
RIGUTINO – Vigilia carica di attesa per il big match di Serie C tra SS Arezzo e Ravenna FC, in programma domani alle 17.30 allo Stadio Città di Arezzo. In conferenza stampa a Rigutino, l’allenatore amaranto Cristian Bucchi ha risposto alle domande dei giornalisti, tracciando il quadro tecnico, emotivo e tattico della sfida più attesa della stagione.
Mister, come si prepara una partita così, soprattutto sul piano mentale, davanti a quasi 8.000 tifosi?
«Non voglio essere banale, ma niente di speciale. È una partita che si sente a prescindere: i ragazzi vivono la città e sanno che lo stadio sarà pieno. Abbiamo lavorato come sempre, studiando l’avversario e concentrandoci su ciò che sappiamo fare bene e su ciò che possiamo migliorare. È stata una settimana molto tranquilla: l’attesa si percepisce, ma al gruppo deve toccare poco. Prima e dopo è una partita normale, perché il campionato è ancora lungo. Va vissuta con serenità, accompagnata dall’entusiasmo che sarà nell’aria».
La pressione è più sul Ravenna, chiamato a rincorrere?
«Forse è il contrario. Per come dice oggi la classifica, è quasi un “nulla da perdere” per loro. Mandorlini lo ha detto chiaramente: verranno a giocarsela. Ma vale anche per noi: oggi non c’è nulla da perdere, c’è solo da giocare. È una partita bellissima, tra due squadre di alta classifica e davanti a una cornice straordinaria. Tutto il resto fa parte del racconto giornalistico e dei tifosi: noi dobbiamo restarne fuori».
Che Ravenna si aspetta di affrontare?
«Una squadra molto strutturata, fisica, a cui l’arrivo di Mandorlini ha dato grande solidità. È un allenatore navigatissimo, con esperienze incredibili, abituato a competere ad alto livello. Mi aspetto una gara preparata con grande cura e attenzione ai dettagli».
Un ricordo personale del confronto con Mandorlini?
«Mi dispiace non ritrovare Machionni, che ha fatto qualcosa di straordinario. Ritrovare Mandorlini invece mi fa piacere: è stato mio allenatore a Siena, una parentesi breve ma significativa. È una persona a cui sono legato e che rincontro con grande piacere».
Capitolo infortuni: come sta Guccione?
«Ci sarà. Aveva un piccolo fastidio, lo abbiamo gestito in settimana. È normale con campi pesanti alternati a giornate quasi estive. A meno di imprevisti notturni, sarà della partita».
Che partita immagina dal punto di vista tattico?
«Sarà una gara con tante “mini partite” dentro. Dovremo essere bravi tecnicamente a fare la partita. Penso a una sfida più costruita rispetto ad altre, meno basata solo su seconde palle. I duelli saranno decisivi e bisognerà saper sfruttare gli episodi. Non esiste un piano gara unico: prepari delle direttive iniziali, poi le dinamiche ti obbligano ad adattarti».
L’Arezzo può interpretare più spartiti: attacco alto o difesa più bassa?
«Un po’ tutto. Dipenderà dai momenti. Oggi nessuna squadra può pensare di stare dietro 90 minuti e ripartire: basta un episodio a cambiare tutto. Servono più soluzioni e la capacità di leggere subito ciò che non funziona».
Viviani sarà del gruppo? E com’è la situazione degli infortunati?
«Sì, sarà con noi. È arrivato in buone condizioni nonostante non giocasse da un po’. Abbiamo fatto una scelta sofferta lasciando fuori Francesco Perrotta, ma per caratteristiche avevamo bisogno di più soluzioni a centrocampo, anche per le assenze e le condizioni di alcuni giocatori con Ionita che starà fuori per un po’ e Mawuli, che domani sarà in panchina ma non credo che lo utilizzeremo. Sta discretamente, ma non voglio rischiare di buttarlo dentro e magari crearci ulteriori problemi. Gestiamo tutto con serenità, pensando anche alle tante partite ravvicinate».
La solidità difensiva dell’Arezzo è sotto gli occhi di tutti. Da cosa nasce?
«Non solo dai difensori. È l’atteggiamento di squadra: attaccanti che pressano, esterni che rientrano, mezzali che lavorano sulle seconde palle, un play che accorcia e schermare. Se esponi i difensori a campo aperto diventa difficile per chiunque. Poi ci sono le letture individuali e, diciamolo, anche un pizzico di fortuna. Quando sei lassù devi essere bravo, ma anche un po’ fortunato».
Ravenna, Ternana e Campobasso in otto giorni: è uno snodo decisivo?
«Ogni partita da qui alla fine ha un coefficiente altissimo. Domani è uno scontro diretto, ma non deciderà la classifica. La nostra forza è sempre stata pensare alla partita secca, senza guardare oltre. Testa bassa, lavoro e serenità. Giochiamo come abbiamo fatto finora e vediamo dove saremo capaci di arrivare».
Domani alle 17.30 il campo dirà il resto. Davanti a uno stadio pieno, l’Arezzo è chiamato a vivere – più che a subire – la partita più attesa della stagione.




