Sanità
Vaccino antinfluenzale, la protesta della Fimmg Toscana: “Ecco la lista degli errori”
La Fimmg – Federazione Italiana dei Medici di Medicina Generale della Toscana denuncia il caos che si è venuto a creare con le incomplete consegne ai medici dei vaccini antinfluenzali. A metà della campagna di vaccinazione, il cui inizio è stato anticipato ai primi di ottobre e che dovrebbe protrarsi fino al termine di dicembre, i vaccini finora forniti e quelli successivamente promessi non appaiono sufficienti a garantire la copertura preventivata della popolazione toscana.
Questa situazione “certifica” la vanificazione della campagna informativa, condotta da medici e media fin dall’estate, sull’utilità e necessità di vaccinarsi e che quest’anno aveva trovato ampio riscontro nella popolazione. Mai come nel 2020 infatti sono state e sono ancora numerose le richieste per vaccinarsi. Ora chi ancora non è stato vaccinato e vede in dubbio la possibilità di esserlo prova rabbia e timore per la propria salute, manifestandoli al medico di famiglia, che rimane l’unico suo punto di riferimento certo e che, pertanto, si fa portavoce di questo disagio.
I medici di famiglia della Fimmg puntano il dito su errori di pianificazione nella gara di appalto per l’approvvigionamento dei vaccini e sulla probabile impossibilità da parte delle aziende produttrici di garantire il 20% in più del quantitativo previsto. Occorreva diversificare i fornitori se si voleva arrivare alle dosi di vaccini stimate in merito all’aumento del tasso di vaccinazione preventivato. Errori sono stati compiuti anche nella scelta della tipologia dei vaccini, tanto che il vaccino adiuvato trivalente – che doveva essere garantito ai pazienti più anziani e più fragili – è stato acquistato in misura carente rispetto al numero degli ultrasessantacinquenni da vaccinare, nonostante le raccomandazioni della Commissione regionale vaccini.
La distribuzione attraverso le farmacie convenzionate ha reso più facile l’approvvigionamento dei vaccini da parte dei medici di Medicina Generale (pure per quelli più lontani dalle farmacie ospedaliere), ma il mancato coordinamento e controllo fra le varie farmacie delle consegne ai singoli medici ha fatto sì che si siano distribuiti vaccini in modo non proporzionale alle quantità determinate da Ars per i singoli medici, calibrate sulle scelte in carico.
I medici della Fimmg evidenziano la vanificazione del lungo e gravoso lavoro di pianificazione delle sedute vaccinali che avevano messo in atto, organizzandole in modo da garantire il doveroso distanziamento e le misure di sicurezza, con l’obiettivo di vaccinare almeno tutta la popolazione “a rischio”. Alcuni hanno vaccinato, tramite la propria organizzazione, ininterrottamente dalla mattina alla sera; alcuni hanno predisposto sedute vaccinali anche il sabato e la domenica; alcuni hanno assunto appositamente personale infermieristico che li aiutasse. Alcuni hanno ricercato strutture più idonee del proprio studio, richiedendo spazi ad hoc alle amministrazioni comunali e alle associazioni del volontariato.
E tutto questo in un periodo dove sono aumentati i tempi normali di lavoro, specie per le numerose telefonate che i medici ricevono dai loro pazienti con richieste di informazioni, di indicazioni e di risoluzione di problemi che spesso nascono dall’inefficienza di altri settori del Sistema Sanitario Regionale. Per la mancanza di vaccini i medici sono costretti a disdire gli appuntamenti dati a decine di cittadini, appuntamenti che ora vengono ogni giorno rinviati “a data da stabilirsi”.
I medici della Fimmg, anche a tutela dei loro pazienti, dichiarano con forza che tutto questo è inaccettabile. Chiedono risposte e non giustificazioni e, soprattutto, di sapere se e quando riceveranno ancora vaccini e se potranno vaccinare l’intera popolazione dei loro pazienti aventi diritto. Il rammarico maggiore deriva dal fatto che, senza questa inefficienza della struttura pubblica, quest’anno il tasso di vaccinazione antinfluenzale avrebbe potuto raggiungere il 75% della popolazione, l’immunità di gregge. Un anno in cui sarebbe stato fondamentale non sovrapporre alla pandemia Covid-19 quella influenzale.




