Sanità
Punto nascita della Gruccia, il Valdarno in piazza: “Impensabile chiuderlo”
Oltre duecento persone si sono radunate dalle ore 14.00 di oggi, 31 gennaio, davanti all’ospedale del Valdarno per manifestare contro la possibile chiusura del Punto nascita dell’ospedale del Santa Maria alla Gruccia. Cartelli, palloncini colorati e famiglie provenienti da tutto il territorio hanno ribadito con forza la necessità di mantenere attivo un reparto considerato essenziale per la salute e il futuro della comunità valdarnese.
Alla manifestazione erano presenti tutti i sindaci del Valdarno, insieme ad amministratori locali, associazioni sindacali e all’assessore regionale alle infrastrutture Filippo Boni, a testimonianza di una mobilitazione ampia, trasversale e unitaria. Un fronte compatto che ha definito l’ipotesi di chiusura del Punto nascita come “impensabile”, un grave passo indietro per il diritto alla salute delle donne e delle famiglie del territorio.
Durante l’iniziativa è stato inoltre ricordato un dato significativo: ad oggi sono 51 i parti registrati alla Gruccia dall’inizio dell’anno. Una media che, se confermata, consentirebbe di superare la soglia dei 500 parti annui entro la fine del 2026, rafforzando ulteriormente le ragioni di chi chiede che il Punto nascita non solo venga mantenuto, ma stabilizzato definitivamente.
A spiegare il senso della mobilitazione è stata la portavoce del comitato delle mamme, Debora Buzzichelli:
«L’obiettivo della manifestazione è far sentire la voce della popolazione e mettersi a completa disposizione delle istituzioni per mantenere il Punto nascita della Gruccia aperto non solo fino al 2027, con il traguardo dei 500 parti, ma soprattutto per garantire che resti operativo per sempre».
Buzzichelli ha sottolineato il valore strategico del reparto:
«È un reparto d’eccellenza, un vero fiore all’occhiello per il nostro Valdarno. Qui non esistono alternative: perderlo significherebbe una perdita enorme per tutta la popolazione. Siamo pronti a collaborare con le istituzioni in modo costruttivo».
Alla manifestazione è intervenuta anche la presidente della Conferenza dei Sindaci del Valdarno, Valentina Vadi:
«Il nostro Punto nascita deve rimanere aperto, funzionare al meglio e continuare a offrire il servizio che sta garantendo negli ultimi anni. L’obiettivo resta quello dei 500 parti. Monitoreremo mensilmente, insieme al direttore generale dell’ASL, che gli impegni presi vengano rispettati».
Più critica la posizione del sindaco di Montevarchi, Silvia Chiassai Martini, che ha evidenziato le incongruenze nei dati regionali utilizzati per la richiesta di deroga, in particolare su distanze e tempi di percorrenza verso l’ospedale San Donato di Arezzo:
«Sono stati utilizzati dati non veritieri. Su queste inesattezze il Comitato consultivo ha espresso un parere negativo. È indispensabile una revisione».
Chiassai Martini ha annunciato l’avvio di un’interlocuzione con il Ministero della Salute e l’invio di un report dettagliato, ribadendo l’indiscutibilità della chiusura del Punto nascita e lodando la professionalità del personale sanitario. Ha inoltre ricordato come, dal 2024, con l’arrivo del nuovo primario, il reparto stia registrando un andamento positivo.
Per la Regione Toscana è intervenuto l’assessore Filippo Boni, che ha confermato l’impegno dell’ente:
«Il presidente Giani ha già scritto al Ministro della Salute per chiedere la revisione del parere negativo del Comitato Nascite Nazionale. Abbiamo predisposto un dossier infrastrutturale che dimostra le difficoltà di collegamento con Arezzo e Firenze, soprattutto per i cittadini dell’area orientale del Valdarno».
Dal fronte sindacale, Claudio Cullurà, segretario territoriale del Nursind, ha parlato di eccellenza da difendere:
«Qui lavorano professionisti che garantiscono qualità e sicurezza. Questo presidio non è solo un servizio sanitario, ma un bene fondamentale per tutta la comunità».
Particolarmente toccante l’intervento di un’ostetrica dell’ospedale del Valdarno, che ha letto, visibilmente commossa, una lettera inviata da alcuni genitori per ringraziare tutto il personale del reparto, testimoniando la stima e l’affetto della comunità.
A chiudere il quadro è arrivata anche la posizione della Federazione PD Arezzo, che in una nota a firma della Segretaria della Federazione del PD della Provincia di Arezzo Barbara Croci e del responsabile Sanità della Federazione del PD della Provincia di Arezzo Stefano Cuccoli, ha ribadito il pieno sostegno alla Regione Toscana e al Valdarno per la continuità del Punto nascita, definito presidio essenziale per il secondo polo demografico della provincia e per il diritto alla salute di prossimità.
Il messaggio che arriva dal Valdarno è chiaro e condiviso: il Punto nascita della Gruccia deve restare aperto, come servizio sanitario, come presidio di prossimità e come simbolo di una comunità che difende il proprio futuro.








