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giovedì | 05-02-2026

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Sanità

Nasce con la camicia, in acqua alla Gruccia

Un parto particolarmente dolce accoglie nella notte Edoardo, nato avvolto nel sacco amniotico nell’acqua della vasca nativa al punto nascita del Valdarno.

Ieri sera, poco dopo le 21.30, al punto nascita dell’ospedale di Santa Maria alla Gruccia è avvenuto un evento insolito: un bimbo è venuto al mondo avvolto nel sacco amniotico nell’acqua della vasca nativa. Quello che il detto popolare definisce “nascere con la camicia” indica infatti una nascita in cui alla mamma non si rompono le acque e quindi il bambino o la bambina viene alla luce entro un sacco amniotico intatto. L’ulteriore particolarità dell’evento si è verificata poiché Edoardo, questo il nome del piccolo, è passato dal liquido amniotico direttamente all’acqua della vasca nativa in cui la mamma, Silvia, stava partorendo. Oltre a decretare la fortuna del bimbo secondo la vulgata popolare, questo ha permesso all’intero processo della nascita di essere particolarmente delicato, sia per la mamma che per il nascituro.

“La presenza di un sacco amniotico intatto, sommato all’effettuazione del parto in vasca nativa – spiega Ivana Lucia, ostetrica del reparto di Ginecologia e Ostetricia dell’ospedale della Gruccia, che ha seguito la nascita – ha consentito sia alla giovane mamma al primo parto che al bambino di affrontare il momento dell’espulsione con minori sollecitazioni fisiche. Se a questo sommiamo l’esperienza del parto in vasca nativa – che di per sé ha un effetto analgesico e favorisce un parto più dolce – e all’atmosfera che normalmente creiamo intorno alla vasca per stimolare serenità, la nascita è stata particolarmente delicata, emozionante anche per noi”.

“Ieri sera, una serie di elementi si sono concatenati fino a trasformare un parto normale, a termine, senza complicazioni, in qualcosa di speciale – ha commentato Martina Aldinucci, ginecologa del reparto – L’evento inusuale della nascita all’interno del sacco amniotico in vasca ha reso la venuta al mondo di Edoardo particolarmente dolce per mamma e bambino, riducendo i traumi naturalmente connessi al momento della nascita. L’atmosfera che si è creata intorno a questo evento ha fatto il resto, quasi a voler confermare il detto popolare di un arrivo al mondo speciale per chi “nasce con la camicia””.

“È stata un’esperienza meravigliosa, tutte le ostetriche e lo staff del reparto mi hanno sempre seguito, monitorato, aiutato – ha commentato Silvia, la neomamma – Ogni dubbio che potessi avere trovava una risposta. Ovviamente, essendo un primo parto, all’inizio avevo un po’ ansia, ma è andato tutto liscio e anche il parto in acqua è stato molto bello: io adoro rilassarmi in acqua e quindi è stato bello poter anche partorire così. Il nascere “in camicia” io non sapevo nemmeno cosa significasse, ma quando mi hanno spiegato che era una cosa molto positiva sono stata doppiamente felice. Edoardo poi è bravissimo e buono. Io e il babbo Lorenzo siamo felicissimi”.