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sabato | 28-02-2026

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Sanità

La salute in un angolo: crisi e futuro del Servizio sanitario nazionale

Martina Benedetti a confronto con la CGIL di Arezzo.

“La salute in un angolo, crisi e futuro del nostro sistema sanitario”, Edizione Dedalo, è il titolo del libro di Martina Benedetti e anche il filo conduttore della tavola rotonda organizzata giovedì pomeriggio dalla CGIL Arezzo ad Arezzo. Un incontro partecipato, che ha messo al centro una riflessione critica sullo stato di salute del Servizio sanitario nazionale e sulla sua capacità di garantire, oggi, un diritto che la Costituzione riconosce come fondamentale.

Il libro di Benedetti nasce con un obiettivo preciso: aiutare cittadini e cittadine a riscoprire la preziosità del Servizio sanitario nazionale, pensato come sistema pubblico, universale e accessibile a tutti, almeno sul piano normativo. Ma la distanza tra principi e realtà quotidiana è sempre più evidente.

Il diritto alla salute: cosa non funziona oggi?

Perché parla di un diritto “non esigibile” nella pratica quotidiana?

“Il nostro servizio sanitario è universale e accessibile sulla carta – spiega Benedetti – ma nella vita quotidiana i cittadini si scontrano sempre più spesso con inefficienze che rendono il diritto alla salute difficile da esercitare. Liste d’attesa lunghissime, tempi enormi nei pronto soccorso, difficoltà ad accedere alle prestazioni: tutto questo fa sì che un diritto costituzionale diventi, di fatto, un diritto indebolito”.

Secondo l’autrice, è fondamentale che le persone comprendano che cos’è davvero il diritto alla salute, come la Costituzione e la legge 833 del 1978 lo definiscono e quali strumenti esistono per tutelarlo.

“Difendere la sanità pubblica – sottolinea – significa prima di tutto conoscerla”.

Le cause strutturali della crisi

Da dove nascono le criticità che i cittadini vivono ogni giorno?

“Spesso ci si arrabbia con il singolo problema – risponde Benedetti – la visita che non arriva, l’attesa infinita al pronto soccorso. Ma questi sono solo la punta dell’iceberg. Dietro c’è un sistema che negli anni è stato progressivamente indebolito”.

Il nodo centrale, secondo l’autrice, è uno e va chiamato per nome: definanziamento.

“È una parola chiave – afferma – perché la stagione dei tagli alla sanità pubblica, in particolare tra il 2009 e il 2019, ha prodotto effetti strutturali profondi. Parliamo di anni in cui le risorse sono state ridotte in modo sistematico”.

Investimenti insufficienti e distanza dall’Europa

Oggi si investe di più in sanità: non è sufficiente?

“Gli investimenti nominali sono aumentati – riconosce Benedetti – ma non bastano. La pandemia ha assorbito una quantità enorme di risorse e, soprattutto, continuiamo a non raggiungere il 7% del PIL destinato alla sanità pubblica, che rappresenta la soglia media europea”.

Una distanza che pesa sulla qualità e sull’equità del sistema. “Senza raggiungere quella soglia – conclude – diventa sempre più difficile garantire una sanità davvero accessibile, uguale per tutti e capace di rispondere ai bisogni delle persone”.

Un tema politico e sociale

La tavola rotonda promossa dalla CGIL di Arezzo ha voluto rilanciare il tema della sanità pubblica come questione politica e sociale centrale, non solo per gli addetti ai lavori ma per l’intera comunità. Il libro di Martina Benedetti si inserisce in questo percorso come strumento di consapevolezza e di difesa di un bene comune che rischia, sempre più spesso, di essere relegato “in un angolo”.

Martina Benedetti è divulgatrice scientifica, scrittrice e infermiera al reparto di terapie intensive del NOA di Massa Carrara, esperta di metodologia della ricerca clinica, autrice del saggio Salvarsi da bufale e fake news (Nutrimenti, 2024). Un suo selfie a 28 anni, con i segni della mascherina in volto, diventò viralissimo a marzo 2020, in piena pandemia. Collabora con la fondazione Gimbe e il Consiglio Nazionale delle Ricerche. Scrive di sanità, salute e scienza con la rivista scientifica Almanacco della Scienza (Cnr) e con le testate giornalistiche Today.it e Wired Italia.