Sanità
D’Urso: “Nella Sud Est situazione sotto controllo, non abbassare la guardia” Ar24Tv
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Effettuati finora (nelle tre province che rientrano nella Sud Est: Arezzo, Grosseto, Siena) circa 3.300 tamponi per soggetti sintomatici, su una popolazione complessiva che si aggira intorno agli 843mila abitanti.
“Solo lo 0,39% aveva una sintomatologia tale da far pensare a un’infezione da coronavirus. Di questa fetta di popolazione solo il 10% è risultato positivo al tampone, il 90% aveva una sintomatologia influenzale“,
spiega D’Urso. Circa 2/3 dei contagiati sono nel proprio domicilio, seguiti dal medico di medicina generale. In totale circa 250 in quarantena. Non si sarebbero significative differenze nei tre territori (Arezzo, Grosseto, Siena) della Sud Est. Sessanta-settanta persone sono invece ricoverate in ospedale.
Soprattutto
“gli ospedali di Arezzo e di Grosseto sono stati riorganizzati per garantire al meglio la qualità di assistenza. Sicurezza e qualità dell’assistenza per i pazienti e per gli operatori rappresenta un punto su cui la direzione aziendale e l’azienda non devono assolutamente derogare. Gran parte dei malati di COVID-19 è ricoverata nei reparti di Malattie Infettive, una parte relativamente piccola in quelli di Terapia Intensiva. Alcuni pazienti sono già stati dimessi dalla Terapia Intensiva e sono tornati nei reparti di degenza“.
“Il quadro complessivo“, commenta il direttore generale, “indica una situazione un po’ diversa dagli altri territori delle altre regioni italiane. La media dei casi per esempio non supera mai il 10% in più rispetto al giorno precedente“.
L’infezione nel territorio dell’Asl Toscana sud est non è diffuso in maniera particolarmente significativa ma questo
“non significa che bisogna abbassare la guardia“,
precisa Antonio D’Urso.
“I cittadini della Sud Est hanno capito più degli altri italiani quanto sia importante rispettare le normali norme di sicurezza“.
Per quanto riguarda la riorganizzazione nelle strutture ospedaliere, compreso il San Donato di Arezzo,
“avete visto che entrare in ospedale è più difficile, misuriamo la temperatura a tutti i visitatori, nel Pronto Soccorso sono previste delle aree di Pre-triage destinate a pazienti con sintomi respiratori. Tutto questo per rendere gli ospedali delle fortezze inespugnabili, impedire che possano entrare pazienti che portino il virus dentro. Un errore da non fare è quello di far diventare gli ospedali da luogo di cura e presa in carico a luogo in cui si possono verificare episodi infettivi“.
Facendo un focus sulla sicurezza del personale sanitario, D’Urso afferma che
“adesso abbiamo la possibilità di sottoporlo a più livelli, al tempo 0, dopo 7 giorni e dopo 14 giorni, in modo da garantirgli la massima sicurezza. Al personale, alle loro famiglie, ai pazienti, alle famiglie dei ricoverati. So molto bene cosa vuol dire garantire assistenza in un momento così difficile. Abbiamo sospeso l’attività elettiva, le attività ambulatoriali, le attività programmate se non quelle urgenti e quelle legate a particolari condizioni. Non potevamo fare diversamente“.




