Sanità
D’Urso: “Accumulo di tamponi e campagna nelle Rsa, percentuale positivi non molto diversa da altre settimane” Video
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“I dati aggiornati alle 17 di oggi danno sulla provincia di Arezzo 32 nuovi casi positivi. Il dato nudo e crudo potrebbe destare preoccupazione. In effetti, questo numero di casi nasce da circa 1.000 tamponi. Ho già detto di come in queste settimane si era accumulata una serie di tamponi da esaminare. Sono stati processati tra domenica e lunedì di Pasqua e martedì mattina i risultati sono stati consegnati al Dipartimento di Prevenzione della sede di Arezzo, che si è ritrovata a dover valutare circa 1.000 esiti. Di questi, 32 sono risultati nuovi casi. Quindi in rapporto al numero di tamponi – la base da cui nascono – è intorno al 4%. Una percentuale che non è molto diversa da quella delle altre settimane, solo che il numero di tamponi era minore.
Il numero dei nuovi casi è sicuramente aumentato in valore assoluto rispetto ai giorni precedenti, ma questo è dovuto al fatto che i tamponi effettuati nei giorni precedenti sono stati esaminati nel fine settimana di Pasqua. Il secondo motivo di questo dato è che, grazie alla campagna che stiamo facendo sulle RSA del territorio anche della provincia, abbiamo individuato precocemente in alcune RSA in particolare casi asintomatici e anche asintomatici che meritano un intervento sanitario. Questi piccoli nuclei di pazienti stanno venendo all’osservazione. Io sono convinto che questa azione sulle RSA sia lo strumento attraverso cui si riesce ad arginare l’infezione in queste comunità. Siamo intervenuti in prima persona su Bucine e Sarteano, stiamo intervenendo su Montevarchi.
Resta un altro stock di tamponi, che stanno per essere messi in lavorazione. Mi aspetto un altro risultato abbastanza simile a questo nelle prossime ore, dopodiché mi auguro che la situazione tenderà ad essere rallentata. Mi sembrava importante fare questa precisazione per evitare che il dato potesse essere commentato e distorto da professionisti e da persone che magari non hanno le competenze sanitarie per poterlo esaminare”.




