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giovedì | 08-01-2026

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Sanità

Boom di nascite alla Gruccia: 15 nuovi arrivi nei primi giorni del 2026

L’anno nuovo si apre con un segnale incoraggiante per il punto nascita dell’ospedale Santa Maria alla Gruccia di Montevarchi. Nei primi giorni del 2026, infatti, sono già venuti alla luce 15 bambini, con una media di tre parti al giorno, un dato che ha sorpreso lo stesso personale sanitario del nosocomio valdarnese, abituato negli ultimi anni a numeri ben più contenuti. Una tendenza che fa ben sperare dopo un 2025 chiuso al di sotto delle aspettative, in linea con il calo delle nascite registrato a livello nazionale. A sottolineare l’eccezionalità dell’avvio del nuovo anno è Filippo Francalanci, direttore dell’Unità di Ginecologia e Ostetricia della Gruccia: “Il 2025 non si era concluso in modo particolarmente positivo sotto il profilo delle nascite, ma se il buongiorno si vede dal mattino il 2026 promette davvero bene. Alcuni parti erano programmati per la fine del mese, ma evidentemente i bambini avevano fretta di venire al mondo. Non ce lo aspettavamo, ma va benissimo così”. Dai primi dati emerge come a prevalere siano ancora le famiglie italiane: circa il 70% dei nuovi nati ha genitori italiani, mentre il restante 30% proviene da famiglie di origine straniera. Un quadro che, però, riflette profondi cambiamenti sociali rispetto al passato. “È sempre più raro – spiega Francalanci – trovare mamme italiane giovani. L’età media al primo parto si aggira intorno ai 35 anni, un fattore che rende più difficile allargare ulteriormente la famiglia. Le ragioni sono molteplici: insicurezza economica, precarietà lavorativa, scelta di privilegiare la carriera. Tutti elementi che, a livello nazionale, hanno inciso pesantemente sul calo della natalità”. Diversa, invece, la situazione tra le comunità straniere, in particolare quella indiana. “C’è un’altra mentalità – prosegue il direttore –: se le italiane diventano madri intorno ai 35 anni, le donne indiane a 25 anni sono spesso già mamme e disponibili ad avere altri figli nel tempo. È un dato che ho potuto constatare direttamente negli ultimi due anni”.