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venerdì | 13-02-2026

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Sanità

Arezzo, scontro sulla gestione del Pronto Soccorso: la UIL FPL chiede un tavolo immediato

La UIL FPL prende posizione netta contro l’esternalizzazione di alcuni servizi del Pronto Soccorso dell’Ospedale San Donato di Arezzo e chiede l’immediata sospensione delle procedure avviate dall’azienda sanitaria.

Secondo quanto riferito dal sindacato, con un atto deliberativo adottato lo scorso 9 febbraio, sarebbero stati affidati a soggetti del volontariato i servizi di accoglienza e la gestione dei codici minori di accesso al Pronto Soccorso. Una decisione che, per la UIL FPL, rappresenta una grave forzatura.

«Si tratta di un’operazione che ha scavalcato quanto previsto dal contratto di lavoro – dichiarano Sergio Lunghi, segretario generale UIL FPL, e Luciano Fedeli, responsabile sanità dell’Area Vasta Sud Est – che impone un confronto e una contrattazione obbligatoria con le organizzazioni sindacali».

Pur riconoscendo le difficoltà strutturali che attraversano il sistema sanitario pubblico, il sindacato sottolinea come tali criticità non possano giustificare il venir meno delle corrette relazioni sindacali né, tantomeno, scelte che puntano su affidamenti esterni. «Parliamo – evidenziano – di un impiego di risorse pubbliche che si aggira intorno ai 600 mila euro, destinato all’utilizzo di operatori del volontariato».

La UIL FPL ribadisce il proprio rispetto per il mondo del volontariato e per il ruolo fondamentale che svolge nel sociale, ma chiarisce che «i volontari non possono sostituire le istituzioni pubbliche titolari del servizio sanitario». Il loro apporto, secondo il sindacato, deve limitarsi ad azioni di supporto e sostegno, senza arrivare a coprire funzioni che spettano al personale sanitario strutturato.

«Un utilizzo improprio – avvertono Lunghi e Fedeli – comporta rischi sia per i dipendenti della sanità sia per gli stessi volontari». Da qui la denuncia di una «scelta imposta dall’alto», adottata senza il coinvolgimento delle rappresentanze dei lavoratori.

Per la UIL FPL il metodo seguito è «inaccettabile» e rientra in un disegno di frammentazione del servizio pubblico, con l’affidamento progressivo di parti essenziali a soggetti esterni. Il sindacato chiede quindi la sospensione immediata delle procedure e l’apertura urgente di un tavolo di confronto, annunciando la disponibilità a intraprendere tutte le iniziative necessarie a tutela dei servizi sanitari e dei lavoratori, in un ambito considerato «così importante e delicato per la cittadinanza».