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martedì | 13-01-2026

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Scuola, la Toscana commissariata sul dimensionamento: scontro con il Governo sui tagli agli istituti

Il Consiglio dei Ministri ha deliberato il commissariamento delle Regioni Toscana, Emilia-Romagna, Umbria e Sardegna per il mancato varo dei piani di dimensionamento della rete scolastica in vista del prossimo anno. La decisione prevede la nomina di un commissario ad acta incaricato di procedere alla riorganizzazione amministrativa degli istituti.

Secondo quanto spiegato dal ministro dell’Istruzione e del Merito Giuseppe Valditara, il provvedimento è stato ritenuto “necessario per garantire il rispetto degli impegni assunti dall’Italia con l’Unione europea nell’ambito del Pnrr e assicurare il regolare avvio dell’anno scolastico”. Il Ministero sottolinea che l’obiettivo è l’adeguamento della rete scolastica alla popolazione studentesca e che il mancato rispetto delle scadenze mette a rischio risorse già erogate. Alle Regioni coinvolte erano state concesse due proroghe, fino al 30 novembre e poi al 18 dicembre, senza che arrivassero le formalizzazioni richieste.

Il commissariamento, precisa il Governo, riguarda esclusivamente l’assetto amministrativo e non comporta la chiusura di plessi scolastici. Tuttavia, la decisione ha suscitato forti reazioni politiche e istituzionali, in particolare in Toscana.

La posizione della Toscana

La decisione è arrivata durante la seduta di ieri del Consiglio dei Ministri a cui erano state chiamate a partecipare anche le quattro Regioni coinvolte. Per la Regione Toscana, su delega del Presidente Giani, ha partecipato ed è intervenuta spiegando le ragioni che avevano portato a sospendere il dimensionamento, l’assessora con delega all’istruzione, Alessandra Nardini.

“Fin dall’inizio di questa vicenda nel 2023, abbiamo sempre ribadito un concetto chiaro: sulla scuola pubblica non si taglia ma si investe. Lo abbiamo sostenuto in ogni passaggio in Conferenza delle Regioni e presentando vari ricorsi in questi anni contro la logica degli accorpamenti degli istituti scolastici”, spiegano il presidente della Regione, Eugenio Giani e l’assessora regionale all’istruzione, Alessandra Nardini, che proseguono: “pur contestando la norma, quest’anno avevamo provveduto a dimensionare secondo le indicazioni del Ministero, ma abbiamo ritenuto doveroso sospendere gli accorpamenti in attesa dell’esito del ricorso straordinario che abbiamo presentato al Presidente della Repubblica. Il Governo invece con la scelta di oggi decide di andare avanti e di non accogliere neppure la nostra richiesta di rivedere almeno i numeri dei tagli che sono sbagliati perché non si basano sulla reale popolazione studentesca ma su una sottostima del numero di studentesse e studenti toscani”.

La Regione Toscana infatti, come già affermato anche precedentemente, ribadisce che basando il conteggio degli accorpamenti sui numeri reali di studentesse e studenti, e non sulle stime, si passerebbe dai 16 imposti quest’anno dal Governo ad 8, dimezzando il numero dei tagli.
La decisione governativa si basa su uno scostamento di circa 8mila studentesse e studenti tra quanto stimato dal Ministero e quanto attestato dall’Ufficio Scolastico Regionale della Toscana: 428.679 studentesse e studenti contro 436.671 iscritte e iscritti reali.

Presidente e assessora hanno anche sottolineato il confronto che in questi mesi c’è stato con enti locali e sindacati.

“A nostro avviso il Governo avrebbe dovuto – questo il parere di Giani e Nardini – attendere il pronunciamento del Presidente della Repubblica in merito alla questione. Invece ha voluto procedere d’imperio con una decisione che continuiamo a ritenere profondamente sbagliata, dettata soltanto dalla volontà di tagliare a tutti i costi e non adeguata alla realtà scolastica della nostra Regione, che aveva gia’ visto in passato un corretto dimensionamento con la creazione di istituti comprensivi in un’ottica di continuità verticale. Adesso questi tagli rischiano di avere ripercussioni negative dal punto di vista sia didattico che occupazionale”.

Il numero delle istituzioni scolastiche autonome attualmente presenti in Toscana è di 466 ma con gli accorpamenti diventerebbero 450. Sono infatti previsti 4 accorpamenti nella provincia di Lucca, 3 in quelle di Massa Carrara e di Pistoia, 2 per la Città Metropolitana di Firenze e altrettante per la Provincia di Grosseto e per la Provincia di Siena.

Le reazioni dalle altre Regioni

Dure anche le critiche dalle altre amministrazioni commissariate. La presidente dell’Umbria Stefania Proietti parla di un danno alle aree interne, “dove tagliare la scuola significa togliere un pezzo di comunità”. La presidente della Sardegna Alessandra Todde definisce il commissariamento una scelta sbagliata, rivendicando criteri più aderenti alla realtà sociale e geografica dell’isola.

Dall’Emilia-Romagna, il presidente Michele de Pascale e l’assessora Isabella Conti giudicano il provvedimento ingiusto, sostenendo che la Regione rispetti già i parametri nazionali di efficienza e che ulteriori tagli siano stati imposti senza un confronto trasparente.

Critiche anche dal Partito Democratico, che parla di una manovra calata dall’alto e riduttiva, incapace di considerare le specificità territoriali. Sulla stessa linea la sindaca metropolitana di Firenze Sara Funaro, che ha annunciato il sostegno al ricorso della Regione Toscana “nell’interesse delle scuole e del territorio”.

Il confronto resta aperto: mentre il Governo rivendica la necessità di rispettare tempi e impegni europei, la Toscana e le altre Regioni commissariate chiedono una revisione dei criteri e attendono con fiducia il pronunciamento del Capo dello Stato.

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