Regione Toscana
Punto nascita Montevarchi, Tomasi e Veneri indicano le responsabilità
Tomasi: “La denatalità è un fenomeno sempre più serio, per questo ho chiesto ad ARS di avviare una riflessione su come dovranno essere i punti nascita in futuro”
Firenze – “Sulla questione del Punto Nascita di Montevarchi è il momento di fare chiarezza, perché i documenti che abbiamo ottenuto tramite l’accesso agli atti parlano chiaro: la Asl Sud Est ha fornito la premessa affinché la deroga non venisse concessa, sostanzialmente nella tabella delle geolocalizzazioni ha evidenziato tempi che dimostrano come Arezzo, quale alternativa, sia facilmente raggiungibile. Infatti tutti gli altri parametri richiesti risultavano presenti. Inoltre non sono presenti riferimenti a un eventuale piano finalizzato ad aumentare il numero di partorienti che sarebbe invece stato opportuno inserire. Purtroppo con quei dati, viste le norme, il Comitato ministeriale non può che dare un parere negativo.
C’è poi un tema di trasparenza che non possiamo ignorare. La Regione sapeva che il parere del Ministero era negativo fin dal 29 maggio 2025. Eppure, hanno deciso di restare in silenzio, muovendosi soltanto ora che il caso è esploso sui media. L’assessore Boni sta provando a correre ai ripari con una ‘pezza’ dell’ultimo minuto, per dimostrare che la tabella con i tempi che avevano mandato per la richiesta di deroga era sbagliata. La realtà è che siamo di fronte a un pasticcio che si poteva evitare con una gestione più attenta del materiale inviato a Roma” lo fanno sapere i consiglieri regionali di Fratelli d’Italia Alessandro Tomasi e Gabriele Veneri.
“Tuttavia, il caso di Montevarchi – sottolinea Tomasi che è anche portavoce dell’opposizione e componente della Commissione Sanità – ci fa capire quanto sia urgente affrontare seriamente il tema della denatalità in relazione ai servizi socio-sanitari, non possiamo più permetterci di ‘navigare a vista’. Per questo, nell’ultima Commissione Sanità in cui abbiamo potuto dare indirizzi di lavoro ad ARS ho chiesto di avviare una riflessione profonda su come dovranno essere i punti nascita del futuro.
Non può e non deve essere solo la politica a decidere, con un tratto di penna, quanti parti servono per tenere aperta una struttura. Dobbiamo riportare la materia su un piano squisitamente tecnico, valutando percorsi riorganizzativi che garantiscano sicurezza e servizi ai cittadini, nonostante il calo delle nascite. Mi auguro che la vicenda di Montevarchi si risolva nel migliore dei modi”.




