Regione Toscana
Consiglio Regionale, nella Giornata contro la violenza sulle donne Boni entra in Giunta, Casini subentra in Aula
Una seduta dal forte valore simbolico e umano quella che si è tenuta ieri, 25 novembre, nel Consiglio Regionale della Toscana, in occasione della Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne.
Non solo celebrazione, ma riflessione condivisa: al centro dell’Aula, due scarpe rosse sul drappo della Regione, monito silenzioso contro ogni forma di violenza e sopruso.
L’assessore Filippo Boni, intervenendo in Aula, ha descritto così il significato della giornata:
«Non è stata una ricorrenza. È stato un momento in cui le parole hanno preso corpo, hanno tremato un poco e poi si sono posate come verità che non chiedono applausi ma impegno».
Parlare di violenza, ha sottolineato Boni, significa attraversare un dolore che non è mai astratto: «È un nome, un volto, un passo interrotto».
Un ringraziamento sentito è stato rivolto alla Presidente della Commissione Pari Opportunità, Francesca Basanieri, per la sua presenza «vigile, capace di ascoltare anche ciò che non viene detto», e all’assessora Cristina Manetti, che — ha detto Boni — «porta sempre con sé una gentilezza ostinata, quella che dà forza alle istituzioni quando devono farsi umane».
Durante la seduta, un momento particolarmente intenso è arrivato con il gesto delle donne dell’Auser di Arezzo, che hanno consegnato a ciascun consigliere un fiore rosso di lana lavorato a mano.
Boni ha commentato: «In quei fili intrecciati c’era la memoria delle ferite e il desiderio che nessuna donna resti sola davanti al suo dolore. Quel fiore è stato un promemoria e un abbraccio insieme».
Avvicendamento in Aula: Boni entra in Giunta, Casini subentra in Consiglio
Nella stessa seduta sono state svolte le surroghe:
Filippo Boni entra ufficialmente in Giunta regionale, mentre il suo posto in Consiglio viene assunto da Roberta Casini.
L’assessore ha voluto salutare il passaggio istituzionale con parole di riconoscenza e fiducia:
«La guardo prendere quella sedia con rispetto, con la forza calma che la contraddistingue. Conosco la sua dedizione, la sua tenacia, capace di non lasciare indietro nessuno».
E ancora: «So che porterà nel Consiglio regionale la voce della nostra provincia con sincerità e fermezza. Le auguro un cammino pieno di senso».
Boni ha concluso con un auspicio condiviso:
«Spero che, nei diversi ruoli che ora abitiamo, potremo camminare nella stessa direzione: quella che porta verso il bene comune, verso le persone, verso le scelte che migliorano anche un solo frammento di vita. Perché è da lì che passa il valore vero della politica».
Gli interventi in Aula
La seduta ha visto una lunga sequenza di contributi convergenti sul tema della responsabilità collettiva:
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La presidente del Consiglio regionale Stefania Saccardi ha sottolineato il legame tra la Festa della Toscana e la Giornata del 25 novembre: «Oggi celebriamo la lotta contro la violenza sulle donne unita alla memoria dell’abolizione della pena di morte e della tortura: diritti e dignità parlano la stessa lingua».
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Francesca Basanieri, presidente della Commissione Pari Opportunità, ha ribadito che «solo lavorando insieme — istituzioni e società civile — si ottengono risultati concreti».
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L’assessora Cristina Manetti ha ricordato la rete regionale composta da «28 case rifugio e 108 punti di accoglienza che hanno sostenuto 30mila donne in vent’anni», ribadendo che «educazione e autonomia economica sono pilastri per la libertà femminile».
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Da destra e sinistra sono arrivate posizioni convergenti sulla necessità di agire con continuità.
Il vicepresidente Diego Petrucci ha definito l’introduzione del reato di femminicidio «un atto di civiltà che alza un muro contro la violenza».
Serena Spinelli ha ricordato che «niente può giustificare la volontà di mettere a tacere una donna».
Francesco Casini ha parlato di «violenza che nasce da una cultura del non rispetto» e dell’urgenza di investire nell’educazione.
Diletta Fallani ha ribadito che «la violenza si combatte solo se non ci voltiamo dall’altra parte».
Irene Galletti ha richiamato l’impegno quotidiano: «il 25 novembre deve essere tutti i giorni».
Interventi successivi hanno insistito sulla centralità del cambiamento culturale, del contrasto alla violenza online, della cooperazione con i centri antiviolenza e della protezione sociale per chi denuncia.
La presidente Saccardi ha chiuso la seduta sottolineando che «la Toscana deve essere un faro per il Paese nella lotta alla violenza sulle donne: prevenzione ed educazione sono l’unica strada per non dover più contare le vittime».
Un impegno che continua
La seduta del 25 novembre non ha lasciato spazio alla retorica.
Ha chiesto consapevolezza, responsabilità, vicinanza concreta.
Il messaggio finale di Boni racchiude lo spirito della giornata:
«Le parole non bastano, ma servono per cominciare. Il resto deve essere impegno, ogni giorno, per ogni donna».










