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venerdì | 27-02-2026

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Politica

Un po’ di pazienza. C’è una vittima e un dolore da rispettare. Le liti da comare potevano aspettare

“Nei giorni scorsi il gruppo consigliare del PD aretino è stato protagonista di una battaglia politica che era giustificata dal caso Coingas. Quelle intercettazioni pubblicate erano gravi sia sotto il profilo etico che politico. Spetta alla Magistratura chiarire tutti gli aspetti oscuri, ribadendo che un avviso di garanzia non equivale ad una condanna. La polemica sul Raro Festival ha innescato un cortocircuito che ha scavato un bel solco tra un partito del centro destra e la Giunta che ha contribuito ad eleggere. Poi è arrivato il sabato della disperazione. L’alluvione ha prodotto anche una vittima. I danni sono ingenti e almeno un decimo della popolazione aretina si ritrova con la casa semidistrutta e sacrifici di una vita umiliati. E in queste ore, la politica aretina ha perso un’occasione. Prima si agita per un conflitto istituzionale che per 24 ore ha eretto un muro tra Arezzo e Firenze. Poi sono arrivate le stilettate dell’opposizione Pd-Arezzo in Comune sulle mancate sollecitazioni alla salvaguardia del territorio. Un po’ in ritardo la replica degli attuali inquilini di Palazzo Cavallo. Morale, litigate su tutto ma non per il dopo alluvione. In materia, chi è senza peccato, si faccia un bell’esame di coscienza. Se da Olmo a Rigutino, per finire a Frassineto, è successo il finimondo, significa che negli ultimi 40 anni quel territorio alle pendici di Lignano è stato offeso in tutti i modi. Sorprende che ci si sorprenda! E poi un po’ di pazienza. C’è una vittima e un dolore da rispettare. Le liti da comare potevano aspettare. Maggio 2020 è lontano. E per la campagna elettorale c’è tempo”.