“Le conseguenze negative sono presto immaginabili: molte più auto private in giro rispetto a prima, maggiori spese per i viaggiatori, più inquinamento, circolazione stradale congestionata, difficoltà nel trovare parcheggio.- dice Vice Presidente della Provincia di Arezzo – Per ovviare a ciò servirà, dove possibile, una riorganizzazione dei turni lavorativi nelle aziende, ma non basterà: è necessario che il sistema regionale del trasporto pubblico locale sia rivisto, con un potenziamento delle linee negli orari più frequentati e una razionalizzazione nei momenti di minor utilizzo.”
“Tuttavia gli autobus e gli autisti a disposizione del gestore del servizio non saranno sufficienti”- prosegue Scapecchi – che lancia una proposta: “sarà opportuno costruire accordi con le aziende che operano nel settore del trasporto di persone affinché possano mettere a disposizione del sistema pubblico mezzi e uomini, al momento fermi per mancanza di lavoro, per un potenziamento che è l’unica strada per risolvere il problema.”
“E’ noto che in Toscana vige un lotto unico regionale, con un unico gestore che al momento è un consorzio di varie aziende locali ma che a breve passerà la mano ai francesi di RATP, tuttavia la burocrazia non può essere un ostacolo in tempi di emergenza” – auspica Scapecchi – che conclude con un appello: “La Regione si faccia carico del problema e operi con coraggio, coinvolgendo le province nell’individuazione delle linee da potenziare e delle aziende che potrebbero aiutare il sistema di trasporto pubblico a non collassare.”