Politica
Stati Generali dei Piccoli Comuni: a Roma il confronto sul futuro dei territori
Si sono conclusi a Roma gli Stati Generali dei Piccoli Comuni, la due giorni di lavori che ha rappresentato l’evento finale del progetto PICCOLI, promosso da ANCI e finanziato dal Dipartimento della Pubblica Amministrazione. Un’iniziativa di rilievo nazionale, pensata per rafforzare le competenze di amministratori e dipendenti dei Comuni con meno di 5.000 abitanti, realtà che costituiscono l’ossatura istituzionale del Paese.
Il progetto PICCOLI si è rivelato uno strumento fondamentale per la formazione su temi centrali dell’azione amministrativa, dal bilancio al codice degli appalti, fornendo supporto operativo e occasioni di confronto diretto su problematiche concrete.
Tra i protagonisti dell’evento anche il Sindaco di Castiglion Fibocchi, Marco Ermini, che ha partecipato attivamente ai lavori sottolineando l’importanza del percorso formativo svolto.
«Nei vari giorni di lavoro realizzati nel nostro Comune – ha spiegato Ermini – abbiamo affrontato esempi pratici e analizzato problemi reali che i piccoli enti locali si trovano a gestire quotidianamente». Particolare rilievo è stato dato anche alla piattaforma “Trasforma”, considerata un valido strumento di formazione continua e di scambio di buone pratiche tra amministrazioni.
In qualità di Presidente dell’Unione Comuni del Pratomagno, il Sindaco Ermini ha inoltre portato all’attenzione dei partecipanti le criticità che riguardano le Unioni dei Comuni, prendendo parte attiva al tavolo di lavoro dedicato. Nel suo intervento ha evidenziato le difficoltà organizzative degli enti di secondo livello, spesso amministrati da Sindaci che, oltre a guidare il proprio Comune, si trovano a gestire strutture territoriali più ampie con risorse umane ed economiche limitate.
«È necessaria una riforma organizzativa – ha ribadito – che consenta un alleggerimento dei vincoli assunzionali e garantisca certezze sulle risorse economiche, così da permettere una programmazione efficace delle attività». Un’esigenza condivisa da numerosi amministratori presenti, che hanno sottolineato come le Unioni debbano poter essere strutturate in modo adeguato per funzionare realmente, evitando il rischio di una gestione meramente formale e priva di risultati concreti.
Ampio consenso ha trovato anche la richiesta di maggiore autonomia per le Unioni dei Comuni nella scelta delle funzioni da esercitare, in base alle specificità dei territori, superando modelli organizzativi imposti dall’alto e spesso poco aderenti alle realtà locali.
Nel corso della due giorni, grande attenzione è stata riservata ai piccoli Comuni non solo dagli amministratori locali, ma anche dai funzionari ministeriali e dai rappresentanti del Governo presenti. Tra i temi centrali del dibattito sono emerse la necessità di contrastare lo spopolamento, sostenere la permanenza nei borghi e nelle frazioni montane e rafforzare la cooperazione tra le diverse realtà territoriali.
«Non si tratta solo di salvare i piccoli Comuni – è stato il messaggio condiviso – ma di salvare i nostri territori e il nostro Paese, l’Italia. I piccoli Comuni sono essenziali per mantenere vive le comunità, presidiare il territorio e prevenire rischi idraulici e idrogeologici».
Un messaggio chiaro e unanime, emerso dagli Stati Generali, che conferma il ruolo strategico dei piccoli Comuni come presidio di legalità, coesione sociale e tutela del territorio, e la necessità di politiche strutturali capaci di sostenerli nel lungo periodo.




