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mercoledì | 25-02-2026

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Politica

Soprintendenza, Apa (FI): “Dov’è finita Arezzo? PD e Franceschini, se ci siete battete un colpo”

Avevamo, come Forza Italia, lavorato molto per non far cadere nel dimenticatoio la possibilità della ricostituzione della soprintendenza aretina“, aggiunge Apa, “ma apprendiamo ormai che la questione pare finita addirittura nell’ambito delle ipotesi ‘improbabili’. Tante erano state le sollecitazioni e gli impegni assunti dal Ministero, tramite interrogazioni a risposta immediata nella relativa Commissione parlamentare degli Onorevoli aretini Maurizio D’Ettore e Stefano Mugnai, o gli interventi in merito del sindaco Alessandro Ghinelli e della presidente della Provincia Silvia Chiassai, preoccupati per una riorganizzazione – compresa quella precedente proposta dal ministro Alberto Bonisoli – che appariva penalizzante per Arezzo e basata su un presunto e sballato decentramento o accorpamento. Procedure che paiono fondate, più che altro, su scelte sommarie volte a considerare solo alcuni territori rispetto ad altri“.

Con una mozione in Consiglio Comunale“, continua il consigliere di Fi, “a mia firma, votata all’unanimità, quindi anche dal PD, avevamo ulteriormente spiegato ragioni e finalità per una decisione che tenesse conto della realtà aretina. La città di Arezzo a questo punto pare condannata, dal Governo giallorosso, a perdere una parte della gestione del ‘proprio patrimonio’ presente su un territorio vasto ‘riorganizzato’ come conviene; non si tiene conto delle specificità locali e dei temi correlati ad esempio all’aggiornamento degli strumenti urbanistici, all’azione di tutela e cooperazione istituzionale tra enti diversi“.

Del Ministro Franceschini conosciamo bene la spiccata sensibilità riferita a una specifica esperienza governativa con riguardo ai beni culturali in generale“, conclude il capogruppo azzurro, “non è intenzione del nostro gruppo fare critiche solo relativamente alle nuove soprintendenze costituite perché riteniamo di vitale importanza e di valore strategico nazionale ogni decisione in merito; ma dobbiamo con forza rivendicare l’importanza di un centro direttivo per la nostra città con pieni poteri, autonomia di gestione e operatività territoriale secondo la legge. Solo così, a nostro avviso, potremo condividere le stesse parole espresse in sede MIBACT volte a segnalare che aumentando le strutture e i presidi territoriali, in base a parametri demografici e a dati oggettivi, si rende più efficiente il servizio in un’ottica anche nazionale“.