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martedì | 24-02-2026

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Politica

Sicurezza, Azione Arezzo: “Servono prevenzione, coesione sociale e rigenerazione urbana. La repressione da sola non basta”

Negli ultimi anni il tema della sicurezza è diventato sempre più centrale nel dibattito pubblico, sia a livello nazionale che locale, alimentando preoccupazione, indignazione e spesso divisioni politiche. Una percezione crescente di insicurezza che, secondo Azione Arezzo, va affrontata con realismo e strumenti concreti, evitando letture semplicistiche del fenomeno.

“A incidere maggiormente sulla percezione dei cittadini è la diffusione della microcriminalità e dei reati, che alimentano un senso di insicurezza quotidiano e diffuso”, sottolinea Azione Arezzo.
Secondo il movimento, l’aumento di questi fenomeni è legato a un insieme complesso di cause, tra cui anche la presenza di organizzazioni criminali straniere, favorite da un mondo sempre più interconnesso che, accanto ai benefici, ha reso più facile la diffusione di reti criminali strutturate.

“Negare l’esistenza di queste dinamiche significa adottare, più o meno consapevolmente, una lettura miope della realtà”, evidenziano da Azione Arezzo, “ed è proprio questo che impedisce di costruire risposte efficaci”.
Resta inoltre centrale il tema della violenza domestica e della violenza contro le donne, fenomeni spesso al centro delle cronache ma che continuano, in molti casi, a rimanere sommersi e invisibili, anche a causa di contesti segnati da omertà e isolamento.

“Non possiamo limitarci a intervenire solo quando il problema esplode. Serve un lavoro costante di prevenzione, protezione delle vittime e sostegno sociale”, afferma Azione Arezzo.
Particolare attenzione viene riservata anche ai reati informatici, in costante crescita ed evoluzione, che rappresentano una nuova frontiera della criminalità e colpiscono trasversalmente cittadini, imprese e istituzioni.

A tutto questo si aggiunge un forte disagio sociale nelle fasce più vulnerabili della popolazione, accompagnato dalla diffusione di una cultura criminale che può fare presa soprattutto sui giovani inseriti in contesti di degrado, marginalità e abbandono.

“La criminalità non potrà mai essere completamente sradicata, perché attraversa ogni società ed è parte della natura umana. Ma questo non significa arrendersi, né pensare che l’unica risposta possibile sia quella repressiva”, ribadisce Azione Arezzo.
A livello locale, pur con strumenti più limitati rispetto allo Stato centrale, è possibile e necessario agire in modo efficace. Un ruolo chiave è svolto dalla Polizia Locale, presidio di prossimità e punto di riferimento per la comunità, con funzioni sia di contrasto sia di prevenzione.

“Accanto all’azione delle forze dell’ordine, però, servono politiche che incidano sul tessuto sociale più fragile e che restituiscano vitalità alle aree urbane segnate dal degrado”, spiegano da Azione Arezzo.
In questo senso, la riqualificazione urbana rappresenta uno strumento fondamentale per rivitalizzare spazi oggi percepiti come insicuri, come ad esempio il parco di Campo di Marte.

“La criminalità prospera dove c’è abbandono. Rendere un luogo attrattivo, vissuto e fruibile dai cittadini è uno dei modi più efficaci per ridurre la presenza di attività criminali”, sottolinea il movimento.
Un altro pilastro imprescindibile è rappresentato dai servizi sociali e dai percorsi educativi, che permettono di affrontare le cause profonde della criminalità, intervenendo su disagio, vulnerabilità e marginalità.

“Prevenzione, inclusione sociale e rigenerazione urbana devono andare di pari passo”, conclude Azione Arezzo. “Sicurezza e coesione sociale non sono in contraddizione: solo tenendole insieme è possibile costruire una comunità più forte, più giusta e realmente più sicura”.