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giovedì | 08-01-2026

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Politica

La crisi Amom finisce in Parlamento. Fossi: “70 licenziati online, il governo non resti a guardare”

Il deputato e segretario dem della Toscana annuncia un’interrogazione parlamentare sulla chiusura dello stabilimento Amom di Badia al Pino, nel comune di Civitella in Val di Chiana, comunicata in videochiamata dai vertici della multinazionale svizzera Riri, facente parte della holding Oerlikon S.p.A.: “Violata la dignità del lavoro, serve un tavolo nazionale di crisi”.

Amom di Badia al Pino, licenziamento collettivo: fine anno da incubo per 70 famiglie

La chiusura dello stabilimento Amom S.p.A. di Badia al Pino, nel comune di Civitella in Val di Chiana, ha scatenato una forte reazione sindacale e istituzionale dopo l’avvio della procedura di licenziamento collettivo per 70 lavoratrici e lavoratori. La notizia è stata confermata dall’azienda nei giorni scorsi, segnando un fine anno drammatico per decine di famiglie aretine che si trovano improvvisamente senza lavoro e senza prospettive immediate di reddito.

La situazione, già critica da mesi, era stata accompagnata da periodi di cassa integrazione e contratti di solidarietà, con pesanti riduzioni salariali accettate dai lavoratori per cercare di evitare un esito drammatico. Tuttavia, la procedura di licenziamento, comunicata formalmente alla fine di dicembre, ha trasformato in realtà la crisi occupazionale, trascinando i dipendenti e le loro famiglie in una forte tensione sociale.

I sindacati nazionali e locali, insieme ai rappresentanti dei lavoratori, hanno subito stigmatizzato la modalità con cui è stata comunicata la decisione aziendale — in alcuni casi tramite videochiamata improvvisata, ritenuta “umiliante e irrispettosa” nei confronti della dignità delle persone coinvolte. Secondo i delegati sindacali, questo metodo ha enfatizzato la frustrazione e l’indignazione di chi si è visto annunciare la perdita del lavoro come se fosse un mero atto burocratico.

Anche la Cgil – Fiom ha lanciato un duro monito nei confronti della multinazionale proprietaria, accusando la direzione di aver rifiutato qualsiasi proposta di supporto o percorso di aiuto avanzata nei tavoli istituzionali e di aver chiuso ogni possibilità di confronto costruttivo con l’obiettivo di salvaguardare l’occupazione. I sindacati hanno chiesto il ritiro immediato della procedura di licenziamento collettivo e l’apertura di un confronto finalizzato a una soluzione industriale e sociale della vertenza.

Dalla Svizzera senza amore: auguri e addio ai lavoratori della Amom

Sulla vicenda è intervenuto anche il sindaco di Civitella in Val di Chiana, Andrea Tavarnesi, che ha definito la decisione “inaccettabile”, sottolineando come essa rischi di gettare decine di famiglie nell’incubo di conseguenze pesantissime su salari, mutui, figli e futuro. Tavarnesi ha ribadito la ferma condanna dell’Amministrazione e della comunità locale, chiedendo con forza che l’azienda ritiri o sospenda la procedura di licenziamento e si sieda a un tavolo di confronto vero e trasparente con Regione Toscana, sindacati e istituzioni locali.

In attesa delle mobilitazioni sindacali previste dopo la Befana, è intervenuto il consigliere speciale per il lavoro del governatore Giani, Valerio Fabiani:

«Il tavolo di crisi sulla Amom si è riunito appena io sono stato riconfermato come consigliere speciale del presidente Giani, ma le riunioni tecniche si sono tenute anche nel periodo prima della mia nomina e abbiamo fissato una nuova riunione per il 14 gennaio. Ora per prima cosa la Regione chiede il ritiro immediato della procedura di licenziamento collettivo».

Si unisce alla voce delle istituzioni anche Emiliano Fossi, deputato del Partito Democratico e segretario dem della Toscana:

“Licenziare 70 lavoratrici e lavoratori con una videochiamata improvvisata è un atto di arroganza inaccettabile e una violazione grave della dignità del lavoro”.

Fossi ha annunciato un’interrogazione parlamentare per sollecitare un intervento del governo sulla vertenza Amom.

“Qui non siamo di fronte solo a una crisi industriale, ma a un comportamento irresponsabile che cancella ogni rispetto per le persone, per le relazioni sindacali e per un territorio già messo alla prova. Trattare lavoratrici e lavoratori come comparse da liquidare da remoto è indegno di un paese civile. Il governo non può voltarsi dall’altra parte mentre multinazionali che hanno beneficiato di ammortizzatori sociali e interlocuzioni istituzionali decidono unilateralmente di chiudere, rendendo inutili tavoli e impegni già assunti. Ho chiesto verifiche immediate sulla legittimità delle procedure e l’attivazione di un tavolo nazionale di crisi: serve tutelare occupazione e reddito e impedire che scelte di questo impatto sociale vengano scaricate sui lavoratori senza confronto. La dignità del lavoro non è una variabile dipendente dai bilanci aziendali” conclude.

Sulla vicenda interviene con una nota anche il Partito Democratico di Civitella in Val di Chiana:

“La procedura di licenziamento collettivo avviata alla Amom S.p.A. di Badia al Pino rappresenta un passaggio grave e doloroso per la nostra comunità. Parliamo di circa 70 lavoratrici e lavoratori e delle loro famiglie, persone che da anni contribuiscono con il proprio lavoro alla tenuta economica e sociale del territorio. Il Partito Democratico di Civitella in Val di Chiana esprime forte preoccupazione per una decisione che rischia di avere ricadute profonde, assunta senza un percorso di confronto preventivo con il territorio e con chi rappresenta il lavoro. È doveroso ricordare che questa situazione affonda le proprie radici in scelte industriali locali compiute nel tempo, che hanno progressivamente allontanato l’azienda dal suo legame originario con la comunità, inserendola in una dimensione più ampia, guidata da logiche esterne al contesto in cui è nata e cresciuta.

Quando il rapporto tra impresa e territorio si indebolisce, le conseguenze ricadono inevitabilmente su chi lavora. Preoccupa inoltre il fatto che, nel corso del tavolo tecnico regionale di dicembre, l’azienda abbia scelto di non avvalersi degli strumenti di supporto messi a disposizione, riducendo così gli spazi di dialogo e di ricerca di soluzioni alternative. Il lavoro non è solo un fattore produttivo: è dignità, stabilità, coesione sociale.

Il Partito Democratico di Civitella in Val di Chiana sarà al fianco delle lavoratrici e dei lavoratori, sostenendo ogni iniziativa volta a difendere occupazione e territorio. Perché anche quando il linguaggio si fa prudente, la sostanza resta chiara: qui non si parla di numeri, ma di persone e delle loro vite”.

La vicenda, che ha ripercussioni sociali e occupazionali molto forti, resta ora al centro di un confronto politico e sindacale aperto, con un tavolo regionale fissato per il 14 gennaio e la prospettiva di ulteriori iniziative dei lavoratori, tra cui presidi davanti alla fabbrica e mobilitazioni pubbliche.

La crisi dell’Amom riporta all’attenzione il tema della responsabilità sociale delle imprese multinazionali e dell’efficacia degli strumenti di tutela del lavoro in un contesto economico segnato da forti turbolenze e dalla necessità di salvaguardare non solo i posti di lavoro, ma anche la dignità e il futuro delle comunità coinvolte.