Politica
Ghinelli, appello ai supermarket: “Spesa a casa gratis per over 65” Ar24Tv
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Nell’appuntamento con la cittadinanza di oggi via Facebook il sindaco di Arezzo Alessandro Ghinelli prende le mosse dalla lista dei contagi e delle persone in quarantena. I casi di coronavirus in provincia erano saliti a 15 al momento del collegamento su Facebook, aumento conseguente al nuovo tampone positivo – il settimo in città – della figlia della signora 92enne affetta da COVID-19 (la notizia risale a ieri). Poco dopo, arriva l’aggiornamento: 7 in città e 16 in provincia con la donna di Pesaro ricoverata al San Donato. Crescono anche i soggetti in isolamento: +33 unità, da 325 persone a 367. I nuovi quarantenati sono tutti adulti, tranne un minore. “Si conferma il dato generale di scarsa diffusione del virus. Stiamo agendo e ci stiamo proteggendo bene“, rassicura Ghinelli.
Il primo cittadino di Arezzo specifica poi che tutti gli impianti sportivi comunali – sia in gestione diretta che indiretta – sono chiusi. Per le società che si occupano della conduzione delle strutture con un contratto, è sospeso il pagamento delle quote: verranno rimborsate quelle parti dei versamenti già pagate per i giorni che gli impianti sono rimasti chiusi. Inoltre porte serrate per l’InformaGiovani, di cui però “è garantito il servizio per via telematica, quindi canali web e social, email o per telefono soltanto la mattina“. Sospesa la seduta del Consiglio Comunale di Arezzo in calendario per il 16 marzo, “non essendoci pratiche sufficientemente urgenti da dover espletare“. Il sindaco ricorda anche la pubblicazione avvenuta oggi dell’ordinanza “che disciplina l’accesso agli uffici comunali“.
Alessandro Ghinelli dedica poi una parte del suo aggiornamento a un appello ai supermercati (in seguito alla segnalazione di una coppia di cittadini anziani): “Fate in modo che per gli over 65 il portare la spesa a casa, ovviamente al di sopra di un certo valore, avvenga gratuitamente“. Il primo cittadino approfondisce poi l’interpretazione del DPCM del 10 marzo alla luce di una circolare inviata dal Prefetto di Arezzo alla Provincia e a tutti i sindaci dell’aretino. Affrontata fra le altre la questione degli orari di apertura di attività che somministrano prodotti alimentari (equiparate a bar e ristoranti, senza deroghe, con la possibilità di consegna a domicilio a serrande chiuse del negozio e senza contatto diretto con i clienti). Le grandi e medie strutture di vendita saranno chiuse nei festivi e prefestivi, esclusi i supermercati e i mercati che vendono generi alimentari, i quali potranno rimanere aperti ma interdicendo la vendita di beni diversi dal cibo. Inoltre – novità assoluta rispetto ai giorni passati – il Mercato del sabato di zona Giotto sarà aperto solo per ciò che riguarda i prodotti alimentari.
Infine, riferendosi ad alcune voci di un elicottero che dovrebbe sorvolare Arezzo per sanificare la città, Ghinelli assicura “che non sono previsti mezzi di questo tipo. Se ci sono, si tratta di elicotteri privati che svolgono il loro servizio di trasporto persone, ma che nulla hanno a che fare con la sanificazione del territorio comunale“. Rispondendo a una domanda di Arezzo24, il primo cittadino precisa che “al momento attuale l’igienizzazione è stata riservata a quelle scuole che hanno avuto al loro interno il contatto. Prima della riapertura provvederemo alla sanificazione di tutte“.
“La libertà di movimento all’interno della nostra città, del nostro Comune è fortemente ristretta, ma è consentita per quelle attività ricreative singole che i cittadini possono fare. Una passeggiata in solitaria a Poti, a San Fabiano, al Pionta è sempre possibile“, ribadisce Alessandro Ghinelli, ma “non ci si deve assembrare. Sta avvenendo che nei parchi cittadini si vedono gruppi di bambini e ragazzi tutti insieme a giocare come hanno sempre fatto anche in passato: è da evitare. Ragazzi, state il più possibile a casa. Non è bene giocare a calcio perché inevitabilmente venite in contatto l’uno con l’altro. Il segreto per salvarci tutti e per risolvere il problema ad Arezzo, in Toscana e in Italia è: stiamo lontani l’uno dall’altro, non ci tocchiamo, non ci diamo la mano“. “All’interno di uno stesso Comune l’imperativo è: usciamo il meno possibile, se usciamo usciamo da soli ma non è assolutamente vietato il camminare da soli in luoghi dove ci si può ricreare. Questo deve essere chiaro“.




