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mercoledì | 07-01-2026

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Politica

Fondazione Guido d’Arezzo, Ghinelli respinge le accuse: “Infondate, i fatti ci danno ragione”

Le dimissioni del direttore Lorenzo Cinatti riaprono il confronto politico sulla Fondazione Guido d’Arezzo, ma il sindaco Alessandro Ghinelli respinge con decisione le accuse di “fallimento” avanzate da Francesco Romizi, Franco Dringoli e Gianni Mutarelli.

Le contestazioni, mosse da Arezzo 2020 e Alleanza Verdi Sinistra, vengono sintetizzate in una critica complessiva alla governance della Fondazione: presunta mancanza di autonomia della direzione, gestione poco trasparente delle risorse, ritardi nella consegna dei verbali del Cda, carenze informative verso soci e cittadini e alcune scelte considerate politicamente inopportune in vista delle elezioni. Viene citato anche l’episodio del Teatro Tenda, con uno spettacolo andato in scena al freddo, come simbolo delle difficoltà organizzative.

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Netta la replica del sindaco Ghinelli, che definisce le accuse “gravi, infondate e profondamente scorrette”. “Respingo con fermezza l’idea di una gestione fallimentare – afferma –: dal 2020 al 2025, anni segnati da pandemia, tagli e aumento dei costi, la Fondazione ha garantito continuità, qualità e credibilità”. Il primo cittadino rivendica una programmazione ampia e riconosciuta, capace di portare ad Arezzo musica, teatro, mostre, rassegne storiche, progetti educativi e iniziative di valorizzazione del patrimonio culturale.

Ghinelli respinge anche l’ipotesi di una gestione opaca: “Parlare di rapporti anomali senza una sola prova concreta non è critica politica, ma propaganda che lede l’onorabilità dell’istituzione e di chi vi lavora con serietà”. Quanto agli aspetti procedurali contestati, il sindaco invita a non trasformarli in “presunti scandali” utili solo a costruire una narrazione distorta.

Colpisce – aggiunge – che chi oggi giudica la vita culturale cittadina sia di fatto assente da anni da teatri, mostre e appuntamenti promossi dalla Fondazione. È difficile condannare ciò che non si conosce”. La conclusione è netta: “La Fondazione Guido d’Arezzo non è uno strumento politico, ma un presidio culturale della città e continuerà a lavorare esclusivamente nell’interesse di Arezzo e della sua comunità. La cultura ha bisogno di rispetto, competenza e partecipazione reale, non di slogan e sospetti”.